Che evento incredibile la nascita di un figlio! Che emozione indescrivibile essere mamma!
Indubbiamente sono frasi vere, profonde, sincere. Ma l'esperienza della maternità se da una parte arricchisce in maniera indescrivibile la vita di una donna, dall'altra la dilania nella sua più intima natura. Già la gravidanza di per sè è una perdita della proprietà sul proprio corpo, che via via che la pancia cresce diventa recipiente e portatore della nuova vita che contiene. Il sex appeal se ne va con l'arrivo delle zampe da elefante che un tempo erano caviglie, la libido sparisce grazie all'acidità di stomaco, perenne e fedele amica dell'intero lunghissimo ultimo trimestre, l'essere padrone della propria fisicità diventa un ricordo lontano una volta che smetti di vederti le dita dei piedi e il cervello non risponde più a pensieri che non ruotino intorno al mondo bambino. Come dicevo, un periodo meraviglioso della vita, irrinunciabile, per carità, ma che mette a dura prova la futura mamma sotto ogni punto di vista. I kg in più aumentano esponenzialmente e anche quelle che dicono di fregarsene si sentono balene spiaggiate in attesa dell'onda che possa ritrascinarle in mare. E pensare che questo è solo l'inizio! Le ingenue credono che una volta sfornata l'urlante amorevole creatura, tutto questo verrà gettato nel dimenticatoio e chiuso lì a chiave con doppia mandata, ma ahimè e ahivoi non è proprio così che vanno le cose.

La gravidanza prova il corpo come poche altre cose possono durante la sua luga e onorata carriera e gli effetti negativi di questa incredibile esperienza non tardano a farsi vedere: la pancia che prima era bella tonda e piena, diventa un ammasso di smagliature, spesso tutti i kg che una diceva di perdere con il parto sono lì e non più giustificati dal bimbo che portavate in grembo, per non parlare di emorroidi, punti interni ed esterni, cicatrici permanenti e chi più ne ha più ne metta. Eggià, una gravidanza mette davvero a dura prova il nostro corpo!
L'allattamento al seno è senza dubbio alcuno la cosa migliore per ogni bambino, ma la mamma spesso, soprattutto all'inizio, si sente solo un grande dispenser di latte a richiesta e anche una delle parti più sensuali di sè le viene tolta di diritto o almeno presa in prestito per un bel po'.
Non fraintendetemi, sono una grande sostenitrice dell'allattamento, ma non è semplice convivere con quella dipendenza di vita che ha il neonato nei confronti della madre. Poi un giorno accade che quel fagottino che stringi al seno ti guarda e tutto cambia, ma questa è un'altra storia.
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| Elettra, giorno 1. |
Al di là degli enormi cambiamenti del corpo dovuti all'aver messo al mondo un figlio, ci sono i sentimenti e quelli sì sono difficili da gestire. La donna spesso si sente incapace, madre non adatta a prendersi cura di quel cucciolo inerme, scordandosi troppo spesso della natura che l'ha creata perfetta proprio per fare
quello. Quanto poco "animali" siamo nella società di oggi e quanto troppo spesso ci ostiniamo a rinnegare i nostri istinti più profondi! Cercando di lottare contro la propria natura di procreatrice, la donna finisce per negare sè stessa e dimentica di sè-donna non le rimane che sentirsi chiusa nel ruolo di madre. No, la maternità non è una prigione, basta solo trovare la giusta chiave di lettura di questo meraviglioso momento della vita! Tese al domani, agognanti l'indipendenza del tanto desiderato figlio, ci scordiamo di vivere a piene boccate questo presente che mai più tornerà e ci perdiamo così tanto del neonato che stringiamo a noi! Ho conosciuto troppe donne che si sono chiuse in casa per mesi perché "è troppo freddo, è troppo caldo, non ho voglia, il bimbo piange...", come se l'essere diventata mamma significhi dover sacrificare la propria identità. Mamme, siete prima di tutto donne! Non dimenticate mai di onorare voi stesse prima del figlio che avete partorito, perché altrimenti finirete per odiare quel pargolo innocente! Se i kg della gravidanza se ne vanno tra allattamento e diete, i sentimenti e gli ormoni che circolano in voi rimangono per i mesi successivi al parto e decisamente la cosa migliore è fare pace con la nuova condizione di donna-mamma, senza ostinarsi a negare di essere una o l'altra. Mettetevi quello che più vi valorizza, sentitevi belle, fate l'amore con vostro marito, tutto quello che vi fa star bene può solo rendere più piacevole la nuova identità che dovrete costruirvi giorno dopo giorno, ma non dimenticatevi di quella donna che eravate
prima, perché per amare il prossimo dovete prima di tutto amare voi stesse. Uscite.
DA SOLE!
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| Elettra col padre. Non se la cava poi così male mio marito! |
Lasciate il pargolo al padre, alla nonna, alla zia, alla tata, andate a fare la spesa, la manicure, una corsa, una seduta di aroma therapy, qualsiasi cosa purché possiate dire di essere state un paio d'ore senza vostro figlio. Lo amate comunque, non sentitevi meno madri perché vi staccate da lui per qualche istante, sentitevi solo un po' più donne e, perché no, un po' egoiste che male non fa! Se volete salvaguardare la vostra sanità mentale e costruire un rapporto più sereno con il vostro bambino ritrovate la donna che è in voi, perché la maternità non è un sacrificio ma pura gioia intervallata da crisi che sono la norma nella vita di ognuna di noi, da superarsi grazie a delle mini ricariche di energia lontane dalle quattro mura di casa e dal vostro adorato bambino.
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