lunedì 25 febbraio 2013

E quando il bimbo non dorme?

Già da quando ero incinta di Elettra uno dei pensieri che più mi preoccupavano del diventare mamma era la perdita di sonno che tutti mi dicevano avrei avuto. Io, amante del letto in tutte le sue forme e dimensioni, io che non trovavo niente di più soddisfacente che accoccolarmi sotto le coperte, io che se non facevo le mie otto ore di sonno continuativo mi sentivo un cencio tutto il giorno, avrei dovuto rinunciare a tutti questi piacere notturni. Come avrei reagito? Come avrei potuto sopportare la stanchezza e con un neonato urlante per casa? Premetto che tutto quello che scriverò in questo post è solo frutto della mia personalissima esperienza di mamma e dei racconti di alcune amiche. In particolare, ci terrei a ringraziare pubblicamente Samanta, la mia pazza amica con sangue svedese nelle vene, grazie alla quale il sonno di Elettra è decisamente migliorato.
La mia piccina è nata pigra e sonnolenta, ma ha fatto in fretta ad accorgersi di riuscire a piangere ed urlare e devo ammettere che sia io che mio marito ci abbiamo fatto il solco in quei desolati corridoi dell'ospedale per cercare, spesso invano, di calmarla. Non aiutava di certo il non poter decidere quando e come muoversi, ma tutto questo è finito quando siamo arrivati a casa. Ero stata ad uno di quegli spazi mamme che vengono organizzati settimanalmente nei vari consultori di Bologna già durante la gravidanza e devo dire che l'ostetrica ci aveva dato delle ottime indicazioni per cercare di regolare il ritmo circadiano del neonato: di giorno siate attive, uscite (USCIRE per lei era una necessità sia per la mamma che per il bambino... e allora non sapevo quanto avrei apprezzato questo  consiglio nei mesi a venire!), state alla luce del sole (niente di meglio per il bambino, inverno o estate poco importa!); di sera abbassate le luci, fategli un bel bagnetto caldo con annesso massaggio magari (una routine più che una necessità d'igiene), cercate di portarlo nelle stanze da letto... Devo dire che per noi ha funzionato alla grande! I primi due mesi erano tutto un sonnellino-tetta-cacca-tetta-sonnellino, ma io uscivo con la piccina tutti i giorni, portandola ovunque pur di non stare in casa tappata tutto il dì (per sanità mentale mia!). Era incredibile come crollasse appena varcata la soglia del portone! Se tra le quattro mura domestiche era un'ansia farla addormentare o almeno metterla giù dalle mie braccia, fuori non esisteva questo problema e si faceva delle gran dormitone.
E alla sera? Evidentemente il nostro peregrinare giornaliero la stancava e la cucciola crollava non più tardi delle 21. Lasciando perdere la famosa "ora della nonna", che dalle 19 alle 20 trapanava i timpani di noi genitori e dei vicini, il bagnetto serale calmava ogni turbolenza e dopo una bella dose di tetta, Elettra dormiva beata. Dunque, per quanto ci riguarda, per insegnarle che il giorno è giorno e che si sta svegli e attivi e che di notte si dorme, è stato fondamentale l'uscire di casa. E dove lo metto a dormire questo neonato?! Bè, anche qui ci sono mille idee e correnti di pensiero: dal co-sleeping, al side bed, al lettino con riduttore, alla culla... Noi abbiamo usato il semplice lettino fin da subito e la cucciola non se n'è mai lamentata.
E così, piano piano, abbiamo preso il ritmo. Lasciavo dormire Elettra quando e dove voleva, spesso era fuori casa, ma sempre alla sera crollava verso le 21. E dormiva veramente in ogni dove, dalla festa dell'unità al caldo lettuccio nella sua camera.
Bellezze al bagno! (Foto di Samanta)
Poi è arrivata l'estate, la vacanza, il mare, la Sardegna con la pazza amica svedese di cui sopra. Siamo partite, due donne di cui una, lei, incinta di otto (dico OTTO) mesi, con un cucciolo a testa a cui badare, 12 e 15 mesi e mezzo. Un'avventura vera e propria. Ci siamo stancate, divertite, di nuovo stancate e spiaggiate nei bellissimi lidi di Valledoria. E come fare a ricaricare le energie e la mente? Soprattutto, come riuscire a riposare un paio d'ore al giorno? E' diventata necessità che i pupi dormissero alla stessa ora e più o meno per lo stesso tempo. Adesso vi parlerò del metodo che mi ha cambiato la vita, che forse può sembrare un po' duro all'inizio, ma vi assicuro, non ne gioverete solo voi, ma soprattutto i vostri bambini. Samanta aveva smesso di far dormire il suo cucciolo al mattino, in modo che dopo pranzo crollasse per un paio d'ore. Ho provato con Elettra e... HA FUNZIONATO! Ovviamente non è che facessi chissà che, semplicemente cercavo di farla giocare, la distraevo, la tenevo sveglia nel breve tragitto mare-casa... Perché appena arrivati a destinazione, i bimbi si riprendevano, mangiavano e poi si addormentavano definitivamente! E io e la mia amica avevamo un paio d'ore per noi. Un sogno! I cuccioli si ricaricavano, si riposavano alla grande e quando si svegliavano erano pronti per un pomeriggio di giochi e mare.
Tornata a Bologna, inutile dirvi che le tre settimane di vacanza erano state sufficienti a creare un'abitudine, sia per me che per la piccola e così Elettra ha smesso di fare il riposino al mattino. Certo, ci sono momenti in cui sembrava crollare, ma prontamente la distraevo dal sonno e così riuscivamo ad arrivare al dopo pranzo per la vera nanna pomeridiana. Prima al pomeriggio faceva una 40ina di minuti al massimo e arrivava a sera devastata; adesso si fa un'ora e mezza/due, quando si sveglia è un fiore e continua ad addormentarsi verso le 21 alla sera. Dalla mia esperienza ai bambini bisogna insegnare a dormire, regolando lievemente il loro sonno. Niente a che fare con il metodo Estvill, capiamoci, ma semplicemente instradarli verso un corretto addormentamento. Regolarità. Ricordate sempre che i bambini ne hanno un bisogno assoluto. Svegliarsi sempre alla stessa ora, pranzare tutti i giorni nelle stesse modalità, fare il riposino con costanza, può solo aiutare i vostri bambini a trovare un ritmo che possa giovare al loro sviluppo. I piccolo hanno la necessità di dormire!
E perché no, noi genitori abbiamo bisogno che loro dormano ad un'ora ragionevole, in modo che possiamo dedicarci un po' alla vita di coppia, ai nostri interessi, al guardare un film stravaccati sul divano.
Ricordate sempre però che ci sono anche le eccezioni, quei bambini che nonostante sfoghino la propria energia fanno comunque fatica a dormire. E allora ci vuole solo tanta ed infinita pazienza. Prima o poi passerà, anche perché per il bambino ad avere problemi con il suo sonno siete voi, non lui!

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