giovedì 31 gennaio 2013

Un momento cruciale: l'inserimento

Un argomento che tocca il cuore di tutti i genitori in procinto di tornare a lavoro, l'allontanamento dal proprio figlio. Non voglio essere sessista, ma in un paese come l'Italia in cui il congedo parentale è per antonomasia "maternità", mi viene da dire che nella maggior parte dei casi si tratta di distacco madre-bambino, bambino-madre. Dopo la prima grande separazone, la nascita, il periodo dell'entrata in un nuovo contesto è senza dubbio uno dei momenti più delicati per il bambino: abituato alla costante presenza della figura di attaccamento, vicina a lui anche nei luoghi sconosciuti, il ritrovarsi catapultato in una realtà a lui estranea e senza l'amato genitore è senza dubbio destabilizzante. Come facilitare, dunque, il passaggio dalla casa di appartenenza al nido casa? Cosa può fare il genitore di riferimento per rendere quanto più naturale e dolce possibile l'allontanamento dal proprio piccolo?
La prima regola da seguire è essere sereni. Non bisogna dimenticare che lo specchio dei sentimenti dei bambini siamo proprio noi adulti, quindi se si vuole che il proprio bimbo si inserisca serenamente nel nuovo contesto, è necessario essere sicuri di quello che stiamo facendo e fidarci ciecamente della persona a cui affidiamo ciò che di più caro abbiamo al mondo. Scegliere un luogo caldo ed accogliente come un nido casa, in cui ci si rapporta con una sola dada e che rimane sempre la stessa, è senza dubbio rassicurante per qualsiasi genitore.
Appurato che vi fidate profondamente della persona a cui state per affidare vostro figlio, un'altra cosa da non dimenticare è preparare voi e lui psicologicamente. Parlategli, anche se molto piccolo, ripetetegli che cosa andrete a fare, che il nuovo contesto che lo accoglierà gli piacerà, che troverà altri bambini con cui giocare, con cui mangiare, con cui fare la nanna e che senza dubbio alcuno, prima di quanto immagini, tornerete a riprenderlo. Ricordate che il tempo per il bambino è un concetto molto relativo, 5 minuti o 5 ore non fanno differenza finché sono molto piccoli. Dovete trasmettere tranquillità al bimbo, prospettandogli questo cambiamento sotto una luce di positività assoluta.
La mamma solitamente viene dilaniata dall'ambivalente sentimento "ti lascio-non ti lascio" e vive questo periodo come un crimine d'abbandono nei confronti del proprio piccolo. Dovete prima di tutto fare pace con voi stesse, convincendovi che il ritorno a lavoro non solo è necessario dal punto di vista dell'economia familiare, ma che non potrà che migliorare la qualità del tempo che poi passerete con il vostro bambino. Non lo state abbandonando, lo state affidando alle amorevoli cure di una persona di cui vi fidate, in un contesto costruito affinché i suoi bisogni siano primari per chi lo accudisce, tra suoi coetanei dai quali imparerà moltissimo e ai quali potrà insegnare altrettanto.
Adesso che abbiamo chiarito le premesse, andiamo nel dettaglio: come funziona un inserimento?
La politica di tutti i vari servizi che offrono i propri spazi per prendersi cura dei bimbi è quella dell'inserimento graduale, da compiersi in un paio di settimane al massimo. E' davvero necessario tutto questo tempo? Se volete che vostro figlio non si trovi a piangere continuamente in una casa estranea sì, lo è. Così come è necessario per voi, affinché entriate a contatto con il nuovo contesto di nido famiglia, ne capiate le dinamiche e ne apprezziate le qualità. Un genitore sereno è un bimbo sereno, non smetterò mai di ripeterlo.
Solitamente il primo giorno c'è una compresenza di genitore e bambino per tutto il tempo della permanenza, ma già dal secondo giorno inizierà l'allontanamento. Una volta arrivato il momento dell'uscita della mamma  è necessario che il genitore saluti, spieghi al piccolo che presto sarà di ritorno e, sorridendo, chiuda la porta alle sue spalle. Come Orfeo ed Euridice, voltarsi è letale. Mai e dico MAI avere un ripensamento, una volta salutato il bambino non si può tornare indietro, nemmeno se lo state lasciando in lacrime, altrimenti il piccolo capirà di poter fare breccia in voi attraverso la disperazione e non stenterà ad usarla. E' normale che ci siano dei pianti, è normale che il piccolo cerchi di tenervi lì con lui, ma sappiate che quando non sarete più sotto il suo sguardo, i pianti cesseranno e la sua giornata inizierà nella maniera più serena possibile, seguendo le varie routines che via via verranno inserite: dal cambio del pannolino, alla merenda, al pranzo, al cruciale momento della nanna, tutti questi step entreranno a far parte della quotidianità di vostro figlio nel nuovo contesto, che diventerà per lui un punto di riferimento forte e costante fuori da casa propria.
E' possibile anche che durante questo periodo il bimbo vi cerchi di più nei momenti in cui sarete assieme, ma tutto si regolarizzerà piano piano, non temete. Dovete darvi e dargli tempo.
Dovete vivere questo momento come assolutamente positivo per voi e per il vostro piccolo, perché gli state regalando una grande opportunità, ovvero quella di essere accudito al meglio e di crescere in un contesto sicuro e sereno.
Se voi riuscirete ad andare oltre al normale senso di colpa che vi attanaglierà, se troverete una persona fidata e un contesto che vi piace e seguirete i consigli della mamma gestrice che accoglierà vostro figlio, l'inserimento andrà liscio come l'olio e potrete tornare a lavoro senza angoscia.
Un consiglio spassionato: vivete queste due settimane come un pretesto per fare qualcosa solo per voi, usate queste poche ore come una ricarica dalla quotidianità, concedetevi delle coccole personali, che siano un buon libro in un parco o una mattinata in piscina, perché una volta rientrate nel mondo del lavoro, sarà più difficile trovare spazi solo per voi, anche se sarebbe necessario ci fossero comunque.

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