Il bambino segue delle tappe di crescita, ci sono delle tabelle dettagliate in cui gli step che dovrebbe raggiungere mese dopo mese vengono descritti con dovizia di particolari e noi genitori ricerchiamo nei gesti dei nostri cuccioli quei fondamenti di psico-motricità che provano il suo sviluppo costante e graduale. Ma quante volte quelle stesse tabelle si ritorcono contro di noi, perché ansiosi di consultarle ci rendiamo conto che nostro figlio non ha "ancora" acquisito uno o più di quei gradini di sviluppo? E' doveroso ricordare che una qualsivoglia tabella è costruita secondo un campione di individui e che lo standard dei più non significa niente per l'individualità di un singolo essere umano: mettiamo via per un attimo le statistiche e concentriamoci sul bambino. Troppo spesso si è soliti pensare ai nostri figli come piccoli adulti, come tanti mini-noi in cui non vediamo l'ora di ritrovare le nostre stesse abilità e il confronto con il figlio dell'amico è quasi d'obbligo, quasi la crescita fosse una gara in cui si deve primeggiare ad ogni costo, pena l'esclusione dalla società. Quanto spesso il dialogo tra mamme finisce in "Il mio ancora non cammina..." "Oh, il mio, invece, non sta ancora seduto da solo...!" E dietro alla banalità di queste frasi si mal cela un'ansia comune a tutti i genitori, quella del figlio "non all'altezza di...". Fermiamoci un attimo. Guardiamo il bambino che abbiamo davanti. E' un essere completamente diverso da noi, con una propria identità precisa, in formazione certo, ma già delineata: non possiamo prescindere da lui! Ci sono gli step di sviluppo, ci sono le tabelle di crescita (ansiogeni percentili!), ma tutto questo ha poco a che fare con nostro figlio, che è unico ed irripetibile. Per evitare le ansie da prestazione, godiamo semplicemente delle sue piccole ma grandi conquiste quotidiane, divertiamoci ad osservare i suoi goffi tentativi di autonomia e onoriamo il nostro unico vero compito, quello di essere presenti come faro nella notte per i nostri bambini. Siamo la loro fonte di sicurezza, non scordatelo mai.
Eppure qualcosa per aiutare i nostri piccoli "a fare da soli" lo possiamo fare: predisporre l'ambiente in modo e maniera che abbiano libertà di movimento in tutta sicurezza. Eliminiamo box e gabbie varie, liberiamo lo spazio di oggetti inutili e delicati e scordiamoci l'ansia, imparando giorno dopo giorno a fidarci del nostro bambino e del suo istinto. Cadrà, certo, ma sarà presto in grado di rialzarsi da solo. Lasciate che sperimenti il proprio corpo e le proprie abilità. In questa maniera raggiungerà i fondamentali step di sviluppo in autonomia, senza essere forzato, seguendo solo la propria volontà e la vostra capacità di essere osservatori attivi della sua crescita. Quando sarà pronto per stare seduto da solo lo capirete, così come saprete quando si sta avvicinando il momento dei primi passi o della vestizione in autonomia, ma il presupposto fondamentale affinché questo accada in maniera naturale e graduale è la vostra capacità di ascolto. Siate ricettivi e attenti ai segnali che vostro figlio inevitabilmente vi lancerà. E siate pronti ad assecondare i suoi ritmi, che potranno sembrare lenti e macchinosi, ma prima che ve ne rendiate conto si velocizzeranno fino a diventare attimi. Non abbiate fretta che i vostri bambini siano grandi, perché gli anni passano in un batter d'occhio e troppo in fretta i nostri cuccioli saranno pronti a lasciare il nido che avete preparato con tanta cura per loro.
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| Elettra, 17 mesi, nell'atto di infilarsi gli stivali. Da sola. |

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