giovedì 28 febbraio 2013

Con le mani in pasta

Ormai l'appuntamento laboratorio-giocoso è diventato di cadenza settimanale e in casa mia si crea a più mani per far apprendere con divertimento le nostre bimbe. Non da sottovalutare nemmeno la valenza terapeutica del thè con biscotti per le mamme, che mai manca in questi pomeriggi casalinghi.
Ieri col solito gruppetto di amichette di Elettra ci siamo divertite a giocare con la plastilina hand made. Perché non con quella atossica della giotto? Perché le mani in pasta sono tutta un'altra cosa! Senza contare il netto risparmio... che non guasta mai!
Ho preso la ricetta da un bellissimo blog che consiglio davvero a tutti, soprattutto chi, come me, ha una vena montessoriana che vuole coltivare. La trascrivo, premettendo che io non ho usato la maizena, senza compromettere il risultato.

Ingredienti:
2 tazze di farina
1 tazza di sale fino
1/2 tazza di Maizena
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di polvere di allume di potassio o cremor tartaro (lo trovate anche all'iper!)
2 tazze d’acqua
coloranti alimentari (io ho usato lo zafferano per il giallo e un colorante da dolci per il blu)

Procedimento:
Mescolare gli ingredienti nell’ordine descritto sopra. Io li ho uniti prima impastando con le mani, tenendo da parte i coloranti.


Scaldare in un pentolino a fuoco medio per 3-4 minuti.


Quando l'impasto si staccherà dalle pareti della pentola sarà pronto. Direi che sembra una besciamella molto molto solida...



A questo punto potete dividere il tutto in parti, a seconda di quanti colori volete fare. Io ho usato solo due colori, come primo esperimento mi sembrava più che sufficiente!
Il risultato finale sarà questo




Ora una pallina per colore a ciascuna bimba e che il divertimento abbia inizio!




Non si appiccica alle dita, non sporca, è talmente cattiva da risultare immangiabile anche ai palati più tosti... Insomma, un gioco perfetto per grandi e piccini!!!




mercoledì 27 febbraio 2013

Lo svezzamento e il finger food

Oggi mi sento in vena culinaria e vorrei dare qualche piccolo consiglio a tutte quelle mamme che si trovano un po' spiazzate durante il travagliato periodo dell'introduzione graduale dei cibi solidi nella dieta dei propri bimbi. Io sono una grandissima estimatrice del così detto finger food, ovvero quelle prelibatezze che si possono mangiare usando le dita al posto delle forchette: niente di meglio per assecondare la curiosità dei piccoli esploratori alle prese con i primi nuovi sapori, niente di più divertente per loro che afferrare e ciucciare la "preda" che giace davanti a loro. Ci vuole una certa organizzazione per praticare questo tipo di cucina, più che altro ci vuole la piena consapevolezza che il pavimento si riempirà di tutto ciò che proporrete al vostro bimbo e che quello che finirà in bocca non sarà che un'esigua parte della porzione che gli avrete preparato. Ma genitori, dovete essere fieri di queste piccole conquiste quotidiane dei vostri bambini, il loro sperimentare li porterà piano piano verso l'autonomia e cosa c'è di più bello che vedere un cucciolo di un anno armeggiare con cucchiaio e forchetta, emulando spasmodicamente il vostro fare?
Con Elettra ci siamo così organizzati: tovaglietta americana direttamente scotchata sul tavolo (onde evitare che la dolce cucciola la facesse volare in giro per tutta casa..), ove porrete direttamente il cibo (anche il piatto, solitamente, istiga l'angelo di casa all'esercizio del freesbe), bavaglino ikea modello camicia di forza e seggiolone senza vassoio da avvicinare alla tavola (questo non è strettamente necessario, ma a noi piaceva avere Elettra "a tavola con noi").
Bene, dopo questa Filippica, vediamo di arrivare al punto. Che se magna?!
A parte pappine, papponi e sbobboni, si possono preparare tante piccole prelibatezze per i più piccoli, rimanendo in linea con le direttive del pediatra.
Una delle prime cose che ho dato ad Elettra lasciando che si autogestisse, è stata verdura bollita. Zucchine, carote, broccoli, cavolfiore... Sono tutte perfette per lasciar paciugare in pace i nostri bimbi senza avere l'angoscia che si strozzino. Perché il rischio soffocamento è una della paure più grandi di un genitore che propone cibo al proprio bambino, che, abituato a mangiare solo liquidi deve letteralmente imparare a gestire la diversa consistenza. Ma il motivo per cui bisognerebbe provare a dare allo svezzante alternative alla pappina? Semplicemente per permettere lo sviluppo delle capacità motoree e di cordinazione nel movimento mano-bocca e per aiutare il palato a svilupparsi correttamente in funzione dell'importante compito futuro funzionale al linguaggio.

Potete quindi proporre al bambino che sta seduto da solo e che ha perso il riflesso di estrusione (non è che "impara" a prendere il cucchiaino: lo farà solo quando sarà in grado di farlo, quando questo riflesso se ne sarà andato) verdura ben cotta lasciando che ci giochi, sperimenti con essa, la assaggi, la ciucci... Ovviamente non dovrete mai lasciare il bambino da solo, siate vigili ma evitate di intervenire. Quel movimento che spesso fanno che sembra quasi vomito, è proprio funzionale al fatto che impari a deglutire correttamente il cibo vero, quindi evitate di battergli sulla schiena, potreste fare peggio che meglio! Fidatevi di lui!
Un'altra proposta per un bimbo molto piccolo, è il riso al latte, anche questo da cucinare con le verdure. Il procedimento è molto facile: fate semplicemente bollire il riso nel latte con la verdura che più preferite. Quando il riso è cotto, il piatto è pronto! Magari potete farlo scuocere un po', in modo che sia bello morbido, ma diventerà comunque una crema abbastanza omogenea. Vedrete quanta attenzione avrà il vostro cucciolo nel tentativo di prendere quel riso chicco per chicco! Ovviamente non proporlo come primo cibo, semplicemente perché la famosa presa a pinza richiede un paio di mesi in più rispetto ai canonici sei di inizio svezzamento. Dubbi sul latte vaccino? C'è chi dice che non sia consigliabile prima dell'anno di età, ma l'utilizzo di questo come ingrediente nelle preparazioni non porta nessun problema, fidatevi!
Arancia non mi scappi!
Se avete proprio voglia di sperimentare, potete provare a fare degli involtini di verdure alla pasta-matta (la ricetta la trovate in qualche centesimo di secondo su google!), anche questi decisamente afferrabili!
Per quanto riguarda la frutta, invece, ricordate che la mela è uno dei frutti più tosti da mordere, quindi se decidete di proporne una fetta al vostro cucciolo, tenetela ben salda in mano e fate attenzione che non si stacchi un pezzo troppo grosso. Molto meglio una pera bella matura, che si spappola in bocca come fosse grattugiata. E non temete se vostro figlio non ha ancora denti: quelle gengive nude, sono più forti e robuste di quello che pensiate, se deve masticare lo farà comunque! Anche perché gli incisivi non sono funzionali allo sminuzzamento del cibo e prima dello spuntare dei molari dovrete aspettare un bel po' (di solito intorno all'anno). Altro frutto decisamente ciucciabile e di stagione in questo periodo sono arance e mandarini. Elettra li adorava, letteralmente!
Se gli potete dare la pastina, potete provare anche con i maccheroni! Difficilmente il bimbo molto piccolo riuscirà a staccarne un pezzo e se questo dovesse accadere, lo sputerà perché troppo grande oppure lo ingoierà sminuzzandolo con le gengive. I fusilli sono perfetti, facili da prendere, da ciucciare e anche da buttare giù interi! Hanno proprio la forma giusta per i primi esperimenti culinari! All'inizio stracuocevo la pasta della cucciola, in modo che potesse masticarla più facilmente. E il condimento? Sbizzarritevi! Se volete seguire le indicazioni del pediatra in merito all'introduzione graduale dei cibi nuovi, attenetevi pure alla tabella che vi ha fornito, ma ricordate che tutto quello che avete già proposto, potete farglielo assaggiare in mille modi! Come scritto sopra, se può mangiare la pastina della Plasmon, può mangiare anche quella che prendete per voi! Costa meno della metà ed è la stessa cosa in sostanza!
Ovviamente all'inizio non saranno che piccoli assaggi e se vi sentite più tranquilli a dare la pappina, non c'è proprio niente di male in questo! Il mio intento con questo post è solo farvi vedere una possibile apertura nello schema pre-stabilito, una via alternativa che non esuli da quella canonica se non nella forma. Insomma, se vostro figlio si sbraccia verso il vostro piatto di pasta, dategli un maccherone, che male non gli fa!
Però attenzione, i piccoli potrebbero prenderci gusto e allora potreste arrivare anche voi a questo:


Rostinciana mi provochi? E io te magno!



lunedì 25 febbraio 2013

E quando il bimbo non dorme?

Già da quando ero incinta di Elettra uno dei pensieri che più mi preoccupavano del diventare mamma era la perdita di sonno che tutti mi dicevano avrei avuto. Io, amante del letto in tutte le sue forme e dimensioni, io che non trovavo niente di più soddisfacente che accoccolarmi sotto le coperte, io che se non facevo le mie otto ore di sonno continuativo mi sentivo un cencio tutto il giorno, avrei dovuto rinunciare a tutti questi piacere notturni. Come avrei reagito? Come avrei potuto sopportare la stanchezza e con un neonato urlante per casa? Premetto che tutto quello che scriverò in questo post è solo frutto della mia personalissima esperienza di mamma e dei racconti di alcune amiche. In particolare, ci terrei a ringraziare pubblicamente Samanta, la mia pazza amica con sangue svedese nelle vene, grazie alla quale il sonno di Elettra è decisamente migliorato.
La mia piccina è nata pigra e sonnolenta, ma ha fatto in fretta ad accorgersi di riuscire a piangere ed urlare e devo ammettere che sia io che mio marito ci abbiamo fatto il solco in quei desolati corridoi dell'ospedale per cercare, spesso invano, di calmarla. Non aiutava di certo il non poter decidere quando e come muoversi, ma tutto questo è finito quando siamo arrivati a casa. Ero stata ad uno di quegli spazi mamme che vengono organizzati settimanalmente nei vari consultori di Bologna già durante la gravidanza e devo dire che l'ostetrica ci aveva dato delle ottime indicazioni per cercare di regolare il ritmo circadiano del neonato: di giorno siate attive, uscite (USCIRE per lei era una necessità sia per la mamma che per il bambino... e allora non sapevo quanto avrei apprezzato questo  consiglio nei mesi a venire!), state alla luce del sole (niente di meglio per il bambino, inverno o estate poco importa!); di sera abbassate le luci, fategli un bel bagnetto caldo con annesso massaggio magari (una routine più che una necessità d'igiene), cercate di portarlo nelle stanze da letto... Devo dire che per noi ha funzionato alla grande! I primi due mesi erano tutto un sonnellino-tetta-cacca-tetta-sonnellino, ma io uscivo con la piccina tutti i giorni, portandola ovunque pur di non stare in casa tappata tutto il dì (per sanità mentale mia!). Era incredibile come crollasse appena varcata la soglia del portone! Se tra le quattro mura domestiche era un'ansia farla addormentare o almeno metterla giù dalle mie braccia, fuori non esisteva questo problema e si faceva delle gran dormitone.
E alla sera? Evidentemente il nostro peregrinare giornaliero la stancava e la cucciola crollava non più tardi delle 21. Lasciando perdere la famosa "ora della nonna", che dalle 19 alle 20 trapanava i timpani di noi genitori e dei vicini, il bagnetto serale calmava ogni turbolenza e dopo una bella dose di tetta, Elettra dormiva beata. Dunque, per quanto ci riguarda, per insegnarle che il giorno è giorno e che si sta svegli e attivi e che di notte si dorme, è stato fondamentale l'uscire di casa. E dove lo metto a dormire questo neonato?! Bè, anche qui ci sono mille idee e correnti di pensiero: dal co-sleeping, al side bed, al lettino con riduttore, alla culla... Noi abbiamo usato il semplice lettino fin da subito e la cucciola non se n'è mai lamentata.
E così, piano piano, abbiamo preso il ritmo. Lasciavo dormire Elettra quando e dove voleva, spesso era fuori casa, ma sempre alla sera crollava verso le 21. E dormiva veramente in ogni dove, dalla festa dell'unità al caldo lettuccio nella sua camera.
Bellezze al bagno! (Foto di Samanta)
Poi è arrivata l'estate, la vacanza, il mare, la Sardegna con la pazza amica svedese di cui sopra. Siamo partite, due donne di cui una, lei, incinta di otto (dico OTTO) mesi, con un cucciolo a testa a cui badare, 12 e 15 mesi e mezzo. Un'avventura vera e propria. Ci siamo stancate, divertite, di nuovo stancate e spiaggiate nei bellissimi lidi di Valledoria. E come fare a ricaricare le energie e la mente? Soprattutto, come riuscire a riposare un paio d'ore al giorno? E' diventata necessità che i pupi dormissero alla stessa ora e più o meno per lo stesso tempo. Adesso vi parlerò del metodo che mi ha cambiato la vita, che forse può sembrare un po' duro all'inizio, ma vi assicuro, non ne gioverete solo voi, ma soprattutto i vostri bambini. Samanta aveva smesso di far dormire il suo cucciolo al mattino, in modo che dopo pranzo crollasse per un paio d'ore. Ho provato con Elettra e... HA FUNZIONATO! Ovviamente non è che facessi chissà che, semplicemente cercavo di farla giocare, la distraevo, la tenevo sveglia nel breve tragitto mare-casa... Perché appena arrivati a destinazione, i bimbi si riprendevano, mangiavano e poi si addormentavano definitivamente! E io e la mia amica avevamo un paio d'ore per noi. Un sogno! I cuccioli si ricaricavano, si riposavano alla grande e quando si svegliavano erano pronti per un pomeriggio di giochi e mare.
Tornata a Bologna, inutile dirvi che le tre settimane di vacanza erano state sufficienti a creare un'abitudine, sia per me che per la piccola e così Elettra ha smesso di fare il riposino al mattino. Certo, ci sono momenti in cui sembrava crollare, ma prontamente la distraevo dal sonno e così riuscivamo ad arrivare al dopo pranzo per la vera nanna pomeridiana. Prima al pomeriggio faceva una 40ina di minuti al massimo e arrivava a sera devastata; adesso si fa un'ora e mezza/due, quando si sveglia è un fiore e continua ad addormentarsi verso le 21 alla sera. Dalla mia esperienza ai bambini bisogna insegnare a dormire, regolando lievemente il loro sonno. Niente a che fare con il metodo Estvill, capiamoci, ma semplicemente instradarli verso un corretto addormentamento. Regolarità. Ricordate sempre che i bambini ne hanno un bisogno assoluto. Svegliarsi sempre alla stessa ora, pranzare tutti i giorni nelle stesse modalità, fare il riposino con costanza, può solo aiutare i vostri bambini a trovare un ritmo che possa giovare al loro sviluppo. I piccolo hanno la necessità di dormire!
E perché no, noi genitori abbiamo bisogno che loro dormano ad un'ora ragionevole, in modo che possiamo dedicarci un po' alla vita di coppia, ai nostri interessi, al guardare un film stravaccati sul divano.
Ricordate sempre però che ci sono anche le eccezioni, quei bambini che nonostante sfoghino la propria energia fanno comunque fatica a dormire. E allora ci vuole solo tanta ed infinita pazienza. Prima o poi passerà, anche perché per il bambino ad avere problemi con il suo sonno siete voi, non lui!

venerdì 22 febbraio 2013

Come quando fuori... NEVICA!

Giornata uggiosa di neve tormentosa e che tormenta, come far passare un pomeriggio ad una bimba di un anno e mezzo e le sue amichette? Bè, invitandole a casa nostra per un thè e biscotti, a patto che questi ultimi ce li prepariamo al momento! Preparatevi ad avere la casa piene di impasto, ma vedrete che divertimento... E che bontà!





Occorrente (pazienza a parte)
- 90 gr di burro
- 100 gr di zucchero
- 1 uovo
- 200 gr di farina
- 1/2 cucchiaino di lievito
- un pizzico di sale




Procedimento
Impastare zucchero e burro (io l'ho fatto sciogliere, ma sarebbe meglio fosse morbido da fuori frigo preventivo). Io ho usato lo zucchero di canna integrale e devo dire che ha dato un retrogusto caramelloso davvero ottimo, ma potete utilizzare quello che più preferite, anche miele o malto d'orzo!
Unire l'uovo e successivamente la farina (io ho usato quella integrale e quella normale, ma potete davvero sbizzarrirvi!), il lievito e il sale. Impastate bene bene, avrete un impasto morbido che metterete a riposare una mezz'ora in frigo.





Adesso è arrivato il momento di stendere l'impasto! L'ho steso sulla carta da forno per permettere alle pupe di giocare come preferivano senza che il tutto si appiccicasse irrimediabilmente al tavolo, ma se siete voi con le mani in pasta, va benissimo una qualsiasi superficie.




Lasciate che le bimbe sperimentino, non c'è niente di più bello che la manipolazione dell'impasto! Vedrete come sarà facile focalizzare la loro attenzione su questa divertentissima attività! Noi abbiamo giocato con le classiche formine da biscotto e con i mattarelli... E non ultime, le dita!




Certo ci sono dei prevedibili effetti collaterali...




Ma è così bello giocare con mamma!





E con le amiche!




Infornate per 10 minuti a 180° et voilà!





 E il risultato???? OTTIMO!




mercoledì 20 febbraio 2013

Il mio bambino non MI mangia!


Elettra, 1 mese di età. Peso 1,5 kg in più della nascita.


La prima ansia, la più grande, quella che nasce con il bambino e che accompagnerà le notti insonni della mamma per i mesi a venire. Dopo nove mesi di coccole, di pensieri stupendi sul futuro nascituro, in cui il corpo della mamma si occupava di prendersi cura al 100% del piccolo che cresceva nel ventre, il primo vagito significa richiesta di aiuto, ricerca di rassicurazione. La neo mamma si trova con questo esserino urlante e bisognoso di attenzioni assolute tra le mani, con un seno che non sa come maneggiare, priva del supporto nella maggior parte dei casi che sarebbe vitale in quei primi delicatissimi giorni. L'angoscia arriva subito, il pensiero diventa ricorrente, come un tarlo che trapana la mente e si fa spazio nella stanchezza: "Il mio bambino avrà mangiato abbastanza?!" Quante volte mi sono domandata perché la tetta non avesse la gradazione di centilitri del biberon! Premesso che la doppia pesata non ha nessun senso se non quello di ampliare a dismisura l'ansia della mamma e che per un sano e sereno inizio di allattamento non serve niente se non personale sanitario davvero motivato e preparato e la consapevolezza che il latte è natura, c'è solo una cosa da fare: fidarsi del proprio bambino e del proprio istinto. Partendo dal presupposto che lui sa molto meglio di me quanta fame ha e quando ha voglia di mangiare, io mi sono completamente affidata all'allattamento a richiesta per soddisfare questo bisogno primario di Elettra. Dimentica di tabelle e orari, le ho semplicemente offerto il seno ogni volta che interpretavo il suo pianto come esigenza di tetta, che non significa solo fame ovviamente, ma per ora vorrei focalizzarmi su questo suo ancestrale compito. Dopo un cesareo d'urgenza eseguitomi nonostante la mia reticenza, dopo aver visto la mia piccola drogata da medicinali vari e da un'anestesia, quella locale, che attutisce sentimenti, sensazioni e, soprattutto, l'istinto, dopo aver constatato che i 2,700 kg di Elettra e la sua sonnolenza dovuta all'innaturalità della sua nascita non facilitavano il mio compito di nutrice, mi sono detta che al suo bisogno di cibo avrei provveduto io sola.
Elettra e le gote in esplosione
 E così sono tornata a casa dopo 10 lunghi giorni d'ospedale, con una bambina con un calo fisiologico del 12% (GIà FUORI TABELLA!) e la grande inesperienza del primo figlio. Ho iniziato a leggere il più possibile sull'allattamento e ho trovato IL libro che è diventato la mia guida personale durante i tanti momenti di ansia incontrollabile. "Il mio bambino non mi mangia" di Carlos Gonzales è stato illuminante. Gonzales mette a servizio di noi mamme la sua esperienza di pediatra e grazie a una serie di testimonianze e domande di genitori a lui rivolte, riesce a rispondere in maniera semplice ma efficace alla comune paura che il proprio bambino si lasci morire di fame: fidatevi di lui. Eggià, semplice dice lui, ma come si fa? Per quanto riguarda i bambini allattati al seno, vi basti sapere che la quantità di latte ingerito è direttamente proporzionale alle evaquazioni: è sufficiente che bagni 5-6 pannolini al giorno e che faccia almeno una cacca nelle 24 ore. Vostro figlio ha mangiato tanto da permettergli di crescere sano e felice. Ancora ansia? Buttate via la bilancia che quasi sicuramente qualche malaugurto conoscente vi avrà regalato e portatelo al consultorio più vicino una volta alla settimana, giusto per togliervi il dubbio sulla sua crescita. E ricordate sempre che il latte materno non permette una crescita sempre uguale, ma che è facile che un mese aumenti di peso, mentre quello successivo si allunghi. L'unica cosa davvero fondamentale è che non perda peso, nel qual caso è meglio consultare il pediatra. Dov'è finito l'istinto? Perché non dovremmo lasciare che sia il bambino a guidarci?
E il biberon? Certo, apparentemente è più semplice controllare la quantità di cibo ingerito, ma la medesima ansia vive anche in chi allatta artificialmente il proprio bambino. E' un pensiero comune a tutte le mamme del mondo, perché spesso e volentieri questo aspetto della vita del figlio grava unicamente sulle sue spalle.
Dopo i primi mesi di tentennamento, visto anche l'ottima crescita di Elettra, mi sono convinta che mangiasse a sufficienza dal mio seno. Ed ecco già arrivato il momento dello svezzamento! Molti pediatri propinano una tabella da seguire per l'introduzione graduale dei cibi, che io personalmente non condivido e non ho seguito (altro post apposito? chissà...), e che spesso riporta anche quantitativi in grammi del cibo che il bambino deve mangiare.
 Oddio e se ne mangia di meno? Se ne vuole ancora? Di nuovo, lasciate che sia vostro figlio a decidere! Come possiamo noi sostituirci a lui in questo? Il rapporto che il vostro bambino avrà con il cibo per il resto della sua vita dipende proprio da come scegliete di iniziarlo a questa novità, quindi valutate bene se valga davvero la pena fare l'areoplanino o ingozzare un bimbo piangente e che evidentemente non ha proprio voglia di mangiare. Mai forzare il bambino, è quello che ha sottolineato con più forza la mia pediatra quando abbiamo parlato di svezzamento. I percentili di crescita? Lasciateli stare, per carità! Prendeteli come un puro esempio di campionatura della razza umana, non come un dictat! Anche questi sono un'ottimo strumento per l'incremento dell'ansia materna. E ricordate, un bambino sano, attivo, che gioca e sta bene mangia a sufficienza! L'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi.
BUON APPETITO!
 

martedì 19 febbraio 2013

Il cestino dei tesori

Come promesso, ecco il post dedicato al famoso "cestino dei tesori". Già il nome evoca un'attività meravigliosa, non trovate? Ma andiamo per punti, con calma e precisione.

Quando
E' estremamente importante proporre il cestino dei tesori al momento giusto, affinché l'attenzione del bambino possa essere catalizzata esclusivamente dagli oggetti che gli proporrete e non venga distratto da altro. L'età giusta è indicativamente tra i 6 mesi e l'anno, ma è fondamentale che il piccolo padroneggi con sicurezza la posizione da seduto, in modo da avere le mani libere per afferrare ciò che più lo aggrada, ma che non sia ancora in grado di gattonare perché in quella fase è estremamente complicato tenerli fermi nello stesso posto per un tempo ragionevolmente sufficiente.
Ricordate che siamo nel pieno della scoperta del mondo attraverso i sensi, in particolare il gusto e l'olfatto: è sano e normale che il vostro bambino porti tutto ciò che lo attrae in bocca, lasciatelo fare!

Perché
Da "Persone da 0 a 3 anni": "L'uso del Cestino dei Tesori è un modo con il quale possiamo garantire una ricchezza di esperienze al bebè quando il cervello è pronto a ricevere, a sviluppare connessioni per poi fare uso delle informazioni racconte". Questo vuol dire che si tratta di un'attività il cui scopo finale è dare i giusti stimoli al bambino, che gli permettano cioè di far lavorare il cervello e aiutare il suo sviluppo. Non da sottovalutare anche l'aspetto puramente esplorativo che deriva dal fornire ad un lattante diversi oggetti di diversi materiali.
Va ricordato inoltre che si tratta di un'attività che aiuta la concentrazione e asseconda l'indipendenza dei più piccoli, dato che il solo fatto di poter scegliere un oggetto piuttosto che un altro, permette al bambino di effettuare delle vere e proprie decisioni. Osserverete con meraviglia quanto possa essere concentrato un bimbo alla prese con un Cestino dei Tesori attentamente preparato, quanto sia facile che prenda tra le sue mani oggetti diversi tra loro, li soppesi, li assaggi, li guardi con attenzione e poi lasci cadere uno a favore dell'altro. Ancora dal libro della Goldshmied: "La capacità di scegliere con saggezza, sia in relazione a cose semplici come cibo e vestiti che a cose complesse come amici e professione, è un'opportunità da fornire ai bambini fin dalla più tenera età - ovviamente in modo appropriato alla fase di sviluppo in cui si trovano e al bagaglio di competenze che possiedono. Quando la raccolta del Cestino dei Tesori è stata completata, offre ai bebè infinite possibilità di prendere decisioni." Per favorire proprio la scelta, è necessario rinnovare periodicamente il materiale da sottoporre al bambino.
Oltre a tutto questo, si tratta di un'attività che permette interazione sociale in un'età in cui si è soliti pensare che non possa esistere tra coetanei. Proprio per questo il ruolo dell'adulto è di osservatore attivo, che non deve cioè perdere di vista i piccoli, ma che non deve neppure intervenire nel loro scambio relazionale. Lasciare che il bambino possa fare da solo in sicurezza, ecco cosa deve fare l'adulto. Mi raccomando, mai porgere un oggetto piuttosto che un altro al bimbo!

Com'è fatto?
Si tratta di un cestino di diametro non inferiore ai 35 cm di diametro e ai 10-12 cm di altezza. Deve avere il fondo piatto, senza manici ed essere abbastanza resistente da tenere botta di fronte a ribaltamenti, ciucciamenti, strattonamenti che inevitabilmente subirà da parte dei suoi piccoli fruitori. Possibilmente che sia fatto di materiale naturale, da evitare, ancora una volta, la plastica.

Cosa c'è dentro?
Di tutto di più, ma nulla che possa essere classificato come "gioco tradizionale". Se ci fate caso, le attività preferite dei vostri bambini non saranno quelle di afferrare i bellissimi, luminosissimi o morbidissimi giocattoli che avete comprato per loro, ma di perdersi a specchiarsi nel cucchiaio da minestra o di cercare di afferrare le chiavi di casa o di ciucciare con curiosità le mollette del bucato. Questo perché? Perché i bambini, anche quelli molto piccoli, sono attenti osservatori della realtà che li circonda e non perdono mai l'occasione di registrare ogni vostra attività. Sono interessati alla vita vera, ai materiali con cui gli oggetti di casa sono costruiti, agli oggetti che voi genitori utilizzate. Proprio da questa peculiarità dei neonati nasce il cestino dei tesori, per fare in modo che ciò che più li cattura siano sì oggetti di uso comune, ma selezionati, puliti e pronti per essere usati come più li aggrada... il che spesso si traduce in una bella ciucciata!
Dunque, per un cestino che abbia una selezione di oggetti adeguata a sviluppare costantemente il bambino e i suoi sensi, devono esserci oggetti naturali (dalla pigna, ai sassi, alle conchiglie, alle zucche essiccate...), oggetti in materiale naturale (dallo spazzolino in legno per le unghie, al pennello da barba, alla palla di lana...), oggetti in legno (dal fischietto, alle mollette per il bucato, al portauovo, agli anelli da tenda...), oggetti in metalli (dalla frusta da cucina, al mazzo di chiavi, alle formine per dolci, a scatoline di latta sonore...), oggetti in pelle, tessuto, gomma o pelo (dal borsellino di pelle, all'uovo di marmo, a pezzi di tubo di gomma, a sacchettini pieni di spezie ben cuciti...) e oggetti in carta e cartone (dalla carta oleata, a scatole e cilindri in cartone).
Ovviamente queste sono solo delle indicazioni, potete sbizzarrirvi come più vi piace, ma ricordate sempre di selezionare il materiale in modo che non possa ferire il piccolo, che sia ben pulito e che non abbia parti che possano essere facilmente ingerite.
Buon divertimento!


Il nostro cestino... in divenire!

venerdì 15 febbraio 2013

I primi movimenti, la casa in sicurezza... ma non troppo!

Elettra, prima foto da seduta. 5 mesi e mezzo.
Eccoci qui, il piccolo sta seduto! La conquista di questo step è fondamentale per il raggiungimento dell'autonomia di movimento, da questo momento in poi tutto cambia e si apre un mondo nuovo sia per i bimbi che per i genitori. Certo i primi giorni saranno di tentativi goffi e rotolamenti in ogni direzione, quindi l'ideale sarebbe mettere nel vostro angolo morbido cuscini di varie dimensioni che possano fungere da sostegno al cucciolo. Non ci sono particolari accorgimenti da prendere per questa tappa di sviluppo, ma sappiate che è iniziato il periodo dell'esplorazione assoluta. Se non l'avete ancora fatto, mettete a tavola con voi il vostro bambino, lasciate che sperimenti con il cibo e con il momento della convivialità familiare, dategli la possibilità di capire le potenzialità della sua evoluzione, stimolatelo e sorreggetelo. Una delle migliori attività da proporre al bambino che sta seduto senza sostegni è senza dubbio alcuno il cestino dei tesori (dedicherò un post apposito a questo bellissimo gioco educativo, merita un'attenzione tutta sua!), che potrete facilmente costruire con ciò che trovate in giro per casa e in giardino. L'idea di fondo è quella di offrire la possibilità di sperimentare sensazioni diverse grazie a materiali di vario tipo: il metallo è liscio e freddo, il legno caldo e ruvido e ogni oggetto ha un odore, un peso e una consistanza particolari ed unici. Preferibilmente da escludere la plastica che, nonostante abbia il pregio di essere facilmente lavabile, non ha un peso specifico, è monotona dal punto di vista cromatico e delle sensazioni tattili.
Via via che i movimenti si fanno più sicuri ed iniziano i primi gattonamenti e scavalcamenti di piccoli ostacoli, la cesta o la culla diventano obsolete. E' arrivato il momento di cambiare il luogo della nanna! Noi ci siamo liberamenti ispirati all'idea montessoriana di letto, un giaciglio quindi che permetta la bambino la massima autonomia riguardo al salirvi o scendervi. Ci sono molte varianti e interpretazioni di questo tipo di letto, dalla segatura delle sbarre del classico lettino al vero e proprio letto montessoriano in legno, ma noi abbiamo semplicemente posizionato un bel materasso su un tappeto. Per la mamma che allatta non ho trovato niente di meglio: questo tipo di sistemazione dà la possibilita di stendersi accanto al bambino, allattarlo, lasciare che si addormenti al seno e allontanarsi da lui senza doverlo spostare e, ancor peggio, rischiare di svegliarlo! Anche per i pellegrinaggi notturni l'ho trovata un'ottima soluzione. Efficace, efficente ed economica! Devo dire che non ci sono stati sgattaiolamenti imprevisti, la cucciola si è semplicemente goduta il suo nuovo letto fin da subito e quando si sveglia al mattino, ci chiama affinché siamo noi a raggiungerla nella sua stanza.
Adesso che il bambino è capace di muoversi in giro per casa, è arrivato il momento di mettere certe cose in sicurezza! Partendo dal presupposto che io sono convinta che non sia necessario mettere millemila paraspigoli e rivestire di gommapiuma tutti i mobili di casa e che l'apprendimento esperienziale è quello migliore (qualche sana capocciata non può che far bene!), vi consiglio un piccolo ma efficace espediente per capire a pieno il punto di vista di vostro figlio. Mettetevi a quattro zampe e percorrete così tutti gli spazi dell'abitazione: scoprirete esattamente cosa è alla sua portata, cosa va spostato e cosa può invece rimanere al proprio posto. Fate anche in modo di lasciare in giro piccoli supporti ai quali il bimbo possa aggrapparsi: dal gattonamento ai tentativi di alzarsi in piedi il passo è breve! Un'altra accortezza che vi consiglio di considerare sono i detersivi con cui pulite il pavimento. Il bambino che si muove gattoni spesso e volentieri si mette anche le mani in bocca, quindi pensate accuratamente a quali prodotti potrebbe ingerire, anche se in maniera indiretta. I vari Lisoform e Amichine sono presidi medici chirurgici, il che vuol dire che vengono impiegati per detergere le sale operatorie... Io ho eliminato il problema alla radice comprando una sorta di scopa a vapore, che pulisce a fondo il pavimento con solo acqua! Potete comunque pulire ancora con il mocio, ci mancherebbe altro, però vi esorto a prestare attenzione ai componenti di ciò che comprate. Oppure potete scegliere la strada del detersivo home-made ed eco sostenibile che adesso va tanto di moda. Mi viene da pensare che questa crisi spinga ad aguzzare l'ingegno in alcuni campi!
La vostra tranquillità deve essere in equilibrio con la volontà di esplorazione del bambino: sostenetelo, aiutatelo, facilitategli il compito, ma dovete assicurarvi di essere sereni che non ci siano pericoli reali in giro. Finché è nel pieno della fase orale, meglio togliere di mezzo tutto ciò che potrebbe essere facilmente ingerito e ingoiato. In particolar modo, prestate attenzione a quegli oggetti che hanno 2 cm di diametro, sono estremamente pericolosi per il rischio di soffocamento. Tuttavia non fatevi cogliere dall'ansia, è giusto e normale che porti alla bocca tutto cià che incontra, quindi non frustrate vostro figlio con continui "No, non si mette in bocca!", perché è il suo strumento primario per la scoperta del mondo che lo circonda. Il vostro compito, durante questa fase, è predisporre un ambiente nel quale i "no" vengano ridotti al minimo sindacale, detti con voce ferma e guardando il bambino dritto negli occhi.

mercoledì 13 febbraio 2013

Il bambino cresce, la casa si adegua...

Appena uno si abitua al neonato, eccolo lì che è già cresciuto! I bisogni che fino ad un attimo prima eravamo fieri di aver soddisfatto, di averne decodificato le richieste, diventano altri e di nuovo sconosciuti. Quanto in fretta cresce un neonato e quanto sia necessario adeguarsi ai suoi ritmi, stare al passo con le sue esigenze sempre in divenire. E la casa? Anch'essa deve cambiare e ricrearsi, in modo che l'ambiente diventi supporto all'autonomia del piccolo.
Verso i 3-4 mesi di vita, il bambino inizia ad interagire, facendo abbozzi di sorrisi e ricambiando gli sguardi dei genitori, e successivamente la scoperta del proprio corpo è l'attività che più lo impegna e lo stimola. Le mani. Capisce che fanno parte di lui, che sono un prolungamento di sè ed ecco i primi tentativi di aggrapparsi agli oggetti, di raggiungere ciò che lo circonda. Come predisporre l'ambiente per fare in modo che stimoli adeguatamente il piccolo? Un angolo morbido dovrà prendere spazio in casa vostra. Non che ci voglia granché, per carità: una vecchia coperta o un bel tappeto sono perfetti per il bambino che ancora non ha capacità di spostarsi dal luogo dove lo si mette. Mi raccomando, niente in cui il piccolo possa affondare, gli renderebbe solo più difficile tentare i primi goffi esperimenti di movimento. L'ideale sarebbe trovare un luogo raccolto della casa, possibilmente chiuso da due pareti, un vero e proprio angolo, sempre affinché il bambino si senta raccolto e protetto. Potete rifinirlo con dei bei cuscinoni, che diventeranno un ottimo sostegno quando il bimbo inizierà a stare seduto. Appendete sopra la sua testa una giostrina, possibilmente non di quelle con luci e suoni che non fanno che disorientare il cucciolo, troppo piccolo ancora per elaborare quel tipo di stimoli: bastano due pon-pon attaccati a un filo o delle sagome fatte con del cartone colorato e delle cannucce.
Mobile di Gobbi
Scrive la Honegger nel suo libro "Facciamoci un dono": "Un bell'oggetto per un piccolino è un gioco ad aria da guardare. Con filo da cucire lega alla loro metà, in croce, quattro cannucce da bibite. Taglia quattro fili dello stesso cotone (ognuno lungo circa 40 cm) e ritaglia da cartone colorato quattro forme geometriche uguali o diverse, della grandezza di un pacchetto di sigarette o poco più. Nel centro di ciascuna passa con l'ago uno dei fili e sotto fa' un nodo. Ora lega l'altro capo di ogni filo all'estremità di ogni cannuccia. Se appendi il gioco in altro sopra la culla, il bambino potrà vedere le forme colorate che si muovono nell'aria."
In fondo basta davvero poco ed ecco un gioco adatto all'età del cucciolo. Vi segnalo un ottimo blog in francese dove gli spunti per la giostrina sono veramente eccezionali: http://bebeliv.blogspot.it/search/label/Mobile . L'idea di questa mamma di posizionare un bello specchio vicino al giaciglio della sua bambina mi sembra ottima: in questa maniera potrà osservare sé stessa e i propri movimenti, uno stimolo per migliorare costantemente!
Se poi vi piacciono tanto le palestrine varie che si trovano nei negozi, niente in contrario, lo scopo è sempre quello! In ogni caso vi esorto a evitare luci e suoni, i materiali naturali permettono al bambino la conoscenza del mondo reale, fin da piccolissimi.
Sono invece decisamente contraria ai box. Tremende gabbie in cui al bambino vengono precluse libertà di movimento, di esplorazione o di osservazione, chiudendolo in uno spazio circoscritto e noioso, che di solito viene riempito fino all'orlo di giochi che non fanno che confondere. Questa è l'età in cui si inzia a stare a terra, a livello del pavimento per evitare cadute improvvise, perché il cucciolo che fino al giorno prima stava immobile, in men che non si dica imparerà a girarsi e che capocciate! Quando Elettra ha iniziato questa fase, io mi ritrovavo spesso al suo stesso piano di visuale, per evitare che si sforzasse troppo nel cercarmi e perché mi piaceva avere il suo punto di vista del mondo. Scoprirete molte cose su casa vostra guardandola dal basso!
Elettra e la scoperta del cucchiaio!
Verso i 4-5 mesi inizia la fase delle capriole, del cercare di stare a pancia in sotto e raggiungere i giochi poco distanti. Assecondate il vostro bambino, mettetegli sul tappetone oggetti interessanti (un cucchiaio in legno, un campanellino, qualcosa che rifletta la luce...) lontani da lui tanto che riesca a raggiungerli con un piccolo sforzo. Ricordate sempre di stimolare il bambino ma senza proporgli attività che siano fuori dalle sue abilità, finirete solo per frustrarlo. Ho notato con Elettra quanto poco interessino i giochi peconfezionati in questa fase: tutto ciò che catturava la sua attenzione riguardava gli oggetti della vita quotidiana, come la frusta per sbattere le uova, privilegiata tra gli attrezzi della cucina per un bel po' di mesi. Usate dunque ciò che avete in casa per far dilettare il vostro bambino e ricordate che ciò che gli proponete non è altro che un altro pezzetto del mondo che piano piano sta andando a scoprire. Metterà in bocca qualsiasi cosa, ma fa parte di questa fase di conoscenza, arrivando il gusto prima del tatto e della vista. Attenzione dunque a cosa usate per detergere: l'igiene è sì importante, ma tutti quei prodotti pieni di candeggina e amuchina non sono certo l'ideale per un neonato! Una bella lavata sotto l'acqua, magari con del sapone di Marsiglia, è più che sufficiente per pulire la maggior parte degli oggetti!
Mmmm! Bbbone le mani!
Bene, qualche spunto per questo momento di transizione ve l'ho dato, l'arrivo dei sei mesi e della posizione da seduti richiedono un post dedicato, tornerò sul tema a breve. Intanto godetevi le prime interazioni del vostro bambino, imparate a riscoprire il mondo attraverso i suoi occhi... Uno spettacolo quotidiano che vi consiglio di osservare con interesse e voglia d'imparare: quanto abbiamo scordato della bellezza di ciò che ci circonda! Ritornate a stupirvi per ciò che ormai date per scontato, i bambini insegnano molto ad un adulto che ha voglia di ascoltarli.

lunedì 11 febbraio 2013

Una casa a misura di bambino, il primo ambiente.

Innanzitutto, cosa vuol dire "una casa a misura di bambino"? Dal mio punto di vista, creare un ambiente in cui il bambino possa muoversi liberamente e in tutta sicurezza. Non credo nella snaturizzazione dell'abitazione in favore della costruzione di un luogo asettico ed eccessivamente ovattato, piuttosto nella sua naturale evoluzione in favore del piccolo appena nato. L'industria che regola i bisogni che ruotano intorno alla prima infanzia cerca di inculcarci idee assolutamente sbagliate sulle reali necessità dei bambini, facendoci distrarre da ciò che davvero conta, il bambino stesso.

Il primo ambiente
E' nato! E' nato! Finalmente è arrivato il dono più bello, quello più desiderato. La casa è pronta, i preparativi sono stati ultimati, i neo genitori non vedono l'ora di inaugurare i nuovi ambienti e accogliere il loro piccolo nella casa che hanno adattato in vista della sua venuta. Ma com'è che andrebbe predisposto l'ambiente affinché risulti davvero a misura di bambino? Un neonato ha pochi bisogni, ma per capire quali sono, riflettiamo sul luogo da cui proviene. Il ventre materno è un ambiente ideale, in cui i suoni sono ovattati, le luci soffuse, il calore costante e il bambino viene nutrito senza dover esplicitare la fame. Cullato costantemente dal movimento della madre e dalla sua voce che ascolta dall'interno, il feto passa nove mesi a costruirsi. L'ideale sarebbe cercare di riprodurre, almeno in parte, questo ambiente tanto perfetto anche al di fuori del ventre della mamma, per dare modo al bambino di abituarsi gradualmente al passaggio nel mondo esterno. Quindi sussurri più che urla nella nuova casa, tende che mitighino la forte luce solare, piccoli nidi morbidi per la nanna e, soprattutto, la vicinanza costante della mamma, che per i primi giorni dopo il parto sarebbe meglio godesse di riposo assoluto.
Per quanto riguarda uno dei primari bisogni del neonato, la nanna, non è necessario un lettino con sbarre, né un riduttore che stia sospeso tra le sue pareti, quanto piuttosto una semplice cesta di vimini dal bordo basso, decisamente stile montessori, in modo che possa osservare lo spazio circostante pur sentendosi protetto e contenuto. Quando sarà in grado di uscire da solo dalla cesta, sarà pronto per un nuovo giaciglio, che si allinei con il soddisfacimento del suo sviluppo. C'è chi opta per il co-sleeping o sonno condiviso, che si può praticare mettendo direttamente il neonato tra i genitori durante il riposo oppure adeguando un lettino al lettone e attaccandolo a fianco della madre. Io e mio marito non abbiamo intrapreso questa strada ed Elettra non ha mai sofferto la mia lontananza durante il riposo, anche perché al primo vagito ero già in camera sua pronta a capire di cosa avesse bisogno, ma è senza dubbio una scelta condivisa da molti e che segue la naturale necessità del bambino di avere accando a sé la madre.
E la giostrina? Ricordate di non mettere oggetti sospesi troppo vicini alla testa del bambino, la sua capacità di messa a fuoco si perfeziona con i mesi, evitate di far fare sforzi inutili ai suoi occhi ancora immaturi! Soprattutto sono inutili i vari aggeggi di plastica rumorosi ed eccessivamente colorati, che tutto fanno fuorché rilassare il bambino: bastano dei semplici pon-pon di lana o delle palline dai colori tenui per catturare lo sguardo del piccolo poiché è il movimento ad attrarlo più che la forma.
Dunque, i momenti fondamentali della sua esistenza appena sbocciata ruotano intorno ai bisogni di riposo, nutrimento ed accudimento. Compito del genitore è quello di fare in modo di riservare attenzione a questi istanti di vita del piccolo e di regalargli un ambiente che faciliti lo svolgersi di queste naturali routines tanto fondamentali per il suo sviluppo.
Un altro luogo che merita attenzione è il fasciatoio, che Brazelton definisce luogo privilegiato di accudimento, grazie al quali si sviluppano i primi schemi di comunicazione genitore-bambino, attraverso i quali si modelleranno tutti quelli successivi. Riservategli tutto il tempo necessario per prendervi cura del vostro piccolo, adoperate su di lui gesti lenti e calmi, parlategli raccontandogli che cosa gli state facendo, cercate di rendere questo momento più piacevole possibile per entrambi. In commercio esistono mille tipi di fasciatoio: quelli con la vaschetta, quelli con i cassetti, quelli con le ruote, quelli da attaccare, quelli colorati, di marca, cari... e senza dubbio si è portati a cecare il modello migliore per le esigenze della famiglia, ma ricordate che basta un'asse di legno con sopra un materassino morbido per costruire un luogo la cui funzionalità primaria dovrebbe essere quella dell'accudimento. Per intenderci, il materassino Ikea da 5 euro appoggiato sul letto è già più che sufficiente per il cambio del pannolino! Cercate in ogni caso di avere tutto a portata di mano, in modo che l'unica cosa su cui dovrete concentrarvi sarà il vostro bambino.
Altro momento cruciale dell'accudimento del neonato è senza dubbio il bagnetto. Dove, come e perché farlo? Il dove bè, è più che sufficiente una bella bacinella per i panni, che sia lunga almeno 70 cm e larga 35, in modo che l'acqua non strabordi ai primi movimenti del bimbo e soprattutto che sia sufficiente da coprirlo per evitare che abbia freddo. Poi anche qui l'industria si è ingegnata per creare nmila modelli e colori di vaschetta, sarete senza dubbio tentati di comprare quella più bella e all'avanguardia, esattamente come lo sono stata io, ma vorrei darvi un'alternativa economica a tutto ciò che offre il commercio. Ovviamente potete usare il lavandino per i primi lavaggi, ma sarà troppo piccolo in men che non si dica e allora a voi scegliere il luogo più adatto nonché la modalità. Noi abbiamo fatto la doccia alla piccola fin da subito, tenendola stretta a noi e regolando il getto in modo che finisse sulla sua schiena. Devo dire che ha gradito e io ho potuto stare pelle a pelle con lei in un momento rilassante per entrambe. Se invece avete la fortuna di avere la vasca da bagno... Bè, usatela! Il motivo per cui si lava un neonato non è tanto per igiene visto e considerato che le occasioni che ha per sporcarsi sono pressoché nulle, piuttosto è utile per iniziare a costruire una routine. Noi, per esempio, abbiamo sempre fatto il bagnetto quotidianamente a Elettra, preferibilmente alla sera, per farle capire che era arrivato il momento di rilassarsi e lasciare le fatiche della giornata alle spalle. Una routine che seguiamo tutt'oggi anche se le modalità sono cambiate e devo dire che il rapporto della cucciola con l'acqua è di piacere assoluto. Proprio perché non è la detersione lo scopo principale, evitate l'uso quotidiano di saponi sulla pelle ancora vergine del bambino, potrebbero provocargli brutte reazioni cutanee o semplicemente pulire troppo a fondo una superficie che si protegge naturalmente attraverso le proprie secrezioni. Io sono un'amante dell'amido di riso, che lava delicatamente la mia bambina lasciandola morbida e profumata del suo odore buono.
Un necessaire per ogni neo-mamma? La fascia! In questo modo potrete avere le mani libere nonostante la vicinanza del vostro piccolo che, se è dello stesso stampo della mia, non vi lascerà fare niente senza averlo addosso almeno per i primi tempi. Minima spesa, massima resa, soprattutto se il vostro bimbo odierà la navetta anche solo la metà di quanto la odiava Elettra, che invece si addormentava all'istante appena messa pelle a pelle su di me.


giovedì 7 febbraio 2013

A che età è proto per....

Noi genitori, sempre tesi tra presente e futuro, vogliosi di conoscere il domani dei nostri cuccioli, desiderosi di tenere gli attimi che fuggono stretti a noi, un domani ricordi indissolubili di ciò che è adesso. Quando siamo in attesa di stringere il nostro bimbo per la prima volta, non vediamo l'ora che nasca; una volta incontrato il suo sguardo, non vediamo l'ora che sia partito l'allattamento e finito il periodo di rodaggio iniziale; dimenticate le urla strazianti per le coliche, agogniamo i primi gorgeggi, i primi sorrisi, i primi movimenti; raggiunta la posizione da seduto, aspettiamo il gattonamento; padroneggiato lo spostamento pavimento-pavimento, non vediamo l'ora che cammini da solo... E la tanta agognata autonomia arriva in un attimo, giusto in tempo per farci rimpiangere il neonato urlante che voleva solo contatto.
Il bambino segue delle tappe di crescita, ci sono delle tabelle dettagliate in cui gli step che dovrebbe raggiungere mese dopo mese vengono descritti con dovizia di particolari e noi genitori ricerchiamo nei gesti dei nostri cuccioli quei fondamenti di psico-motricità che provano il suo sviluppo costante e graduale. Ma quante volte quelle stesse tabelle si ritorcono contro di noi, perché ansiosi di consultarle ci rendiamo conto che nostro figlio non ha "ancora" acquisito uno o più di quei gradini di sviluppo? E' doveroso ricordare che una qualsivoglia tabella è costruita secondo un campione di individui e che lo standard dei più non significa niente per l'individualità di un singolo essere umano: mettiamo via per un attimo le statistiche e concentriamoci sul bambino. Troppo spesso si è soliti pensare ai nostri figli come piccoli adulti, come tanti mini-noi in cui non vediamo l'ora di ritrovare le nostre stesse abilità e il confronto con il figlio dell'amico è quasi d'obbligo, quasi la crescita fosse una gara in cui si deve primeggiare ad ogni costo, pena l'esclusione dalla società. Quanto spesso il dialogo tra mamme finisce in "Il mio ancora non cammina..." "Oh, il mio, invece, non sta ancora seduto da solo...!" E dietro alla banalità di queste frasi si mal cela un'ansia comune a tutti i genitori, quella del figlio "non all'altezza di...". Fermiamoci un attimo. Guardiamo il bambino che abbiamo davanti. E' un essere completamente diverso da noi, con una propria identità precisa, in formazione certo, ma già delineata: non possiamo prescindere da lui! Ci sono gli step di sviluppo, ci sono le tabelle di crescita (ansiogeni percentili!), ma tutto questo ha poco a che fare con nostro figlio, che è unico ed irripetibile. Per evitare le ansie da prestazione, godiamo semplicemente delle sue piccole ma grandi conquiste quotidiane, divertiamoci ad osservare i suoi goffi tentativi di autonomia e onoriamo il nostro unico vero compito, quello di essere presenti come faro nella notte per i nostri bambini. Siamo la loro fonte di sicurezza, non scordatelo mai.
Eppure qualcosa per aiutare i nostri piccoli "a fare da soli" lo possiamo fare: predisporre l'ambiente in modo e maniera che abbiano libertà di movimento in tutta sicurezza. Eliminiamo box e gabbie varie, liberiamo lo spazio di oggetti inutili e delicati e scordiamoci l'ansia, imparando giorno dopo giorno a fidarci del nostro bambino e del suo istinto. Cadrà, certo, ma sarà presto in grado di rialzarsi da solo. Lasciate che sperimenti il proprio corpo e le proprie abilità. In questa maniera raggiungerà i fondamentali step di sviluppo in autonomia, senza essere forzato, seguendo solo la propria volontà e la vostra capacità di essere osservatori attivi della sua crescita. Quando sarà pronto per stare seduto da solo lo capirete, così come saprete quando si sta avvicinando il momento dei primi passi o della vestizione in autonomia, ma il presupposto fondamentale affinché questo accada in maniera naturale e graduale è la vostra capacità di ascolto. Siate ricettivi e attenti ai segnali che vostro figlio inevitabilmente vi lancerà. E siate pronti ad assecondare i suoi ritmi, che potranno sembrare lenti e macchinosi, ma prima che ve ne rendiate conto si velocizzeranno fino a diventare attimi. Non abbiate fretta che i vostri bambini siano grandi, perché gli anni passano in un batter d'occhio e troppo in fretta i nostri cuccioli saranno pronti a lasciare il nido che avete preparato con tanta cura per loro.

Elettra, 17 mesi, nell'atto di infilarsi gli stivali. Da sola.

mercoledì 6 febbraio 2013

Laboratorio Ri-Creativo!

Oggi vi propongo un gioco davvero carino da fare con un gruppetto di bimbi, età dai 18 mesi in su, ci vuole un'ottima capacità manuale e un'attenzione che prima è difficile trovare. Noi abbiamo giocato con le amiche, voi con chi lo farete? Vi servono davvero poche cose e a costo quasi zero state sicuri che il divertimento è assicurato!


Materiali:
 per la base
- 2 tazze di farina
- 1tazza di acqua
- 1 tazza di sale fino
- ciotoline varie
  per il gioco
- spaghetti
- cereali tipo Cheerio's







Iniziate impastando gli ingredienti per la base, che non è altro che pasta di sale. L'acqua possibilmente tiepida. Quando avrete ottenuto la giusta consistenza (nè troppo molle e appiccicosa nè troppo dura e friabile), iniziate a riempire le ciotoline con la pasta.





Una volta effettuata questa operazione, assicurandovi che sul fondo del contenitore che avete scelto ci sia abbastanza pasta di sale da farli stare dritti, infilzatela con alcuni spaghetti.





Bene, adesso il laboratorio può iniziare! Mettete a disposizione dei bimbi delle ciotoline con i cereali
 e date ad ogni bimbo una vaschetta con gli spaghetti. Se si tratta della prima volta, mostrate loro come infilare i cheerio's negli spaghetti, avrete la loro attenzione in un attimo!





Lasciate che i bimbi si autogestiscano, sperimentando come preferiscono questa novità. Vi stupirete di quanta attenzione vedrete nei loro gesti e di quanto ricerchino la precisione. Un piccolo suggerimento: non lasciate gli spaghetti troppo lunghi o si spezzeranno facilmente. Un gioco da provare anche con i bastoncini per gli spiedini, senza dubbio più resistenti e ovviamente privati delle punte.





E' un gioco estremamente divertente anche grazie alla versatilità dei cereali, che più sono zuccherosi e più si attaccheranno a manine, piedini, vestiti...



Certo, ci sono gli inconvenienti, ma sono di lieve entità...





E non è finita qui! E' un gioco che si trasforma molto facilmente in un altro, dato che la manipolazione della pasta di sale è la naturale evoluzione dell'attività appena descritta.





Se volete tenere impegnato un gruppetto di bambini per una buona mezz'ora, questa è un'ottima attività davvero: basso costo di materiali per una vera e propria esercitazione di capacità.
Buon divertimento!


domenica 3 febbraio 2013

Mamma è donna!

Che evento incredibile la nascita di un figlio! Che emozione indescrivibile essere mamma!
Indubbiamente sono frasi vere, profonde, sincere. Ma l'esperienza della maternità se da una parte arricchisce in maniera indescrivibile la vita di una donna, dall'altra la dilania nella sua più intima natura. Già la gravidanza di per sè è una perdita della proprietà sul proprio corpo, che via via che la pancia cresce diventa recipiente e portatore della nuova vita che contiene. Il sex appeal se ne va con l'arrivo delle zampe da elefante che un tempo erano caviglie, la libido sparisce grazie all'acidità di stomaco, perenne e fedele amica dell'intero lunghissimo ultimo trimestre, l'essere padrone della propria fisicità diventa un ricordo lontano una volta che smetti di vederti le dita dei piedi e il cervello non risponde più a pensieri che non ruotino intorno al mondo bambino. Come dicevo, un periodo meraviglioso della vita, irrinunciabile, per carità, ma che mette a dura prova la futura mamma sotto ogni punto di vista. I kg in più aumentano esponenzialmente e anche quelle che dicono di fregarsene si sentono balene spiaggiate in attesa dell'onda che possa ritrascinarle in mare. E pensare che questo è solo l'inizio! Le ingenue credono che una volta sfornata l'urlante amorevole creatura, tutto questo verrà gettato nel dimenticatoio e chiuso lì a chiave con doppia mandata, ma ahimè e ahivoi non è proprio così che vanno le cose.
 La gravidanza prova il corpo come poche altre cose possono durante la sua luga e onorata carriera e gli effetti negativi di questa incredibile esperienza non tardano a farsi vedere: la pancia che prima era bella tonda e piena, diventa un ammasso di smagliature, spesso tutti i kg che una diceva di perdere con il parto sono lì e non più giustificati dal bimbo che portavate in grembo, per non parlare di emorroidi, punti interni ed esterni, cicatrici permanenti e chi più ne ha più ne metta. Eggià, una gravidanza mette davvero a dura prova il nostro corpo!
L'allattamento al seno è senza dubbio alcuno la cosa migliore per ogni bambino, ma la mamma spesso, soprattutto all'inizio, si sente solo un grande dispenser di latte a richiesta e anche una delle parti più sensuali di sè le viene tolta di diritto o almeno presa in prestito per un bel po'.
Non fraintendetemi, sono una grande sostenitrice dell'allattamento, ma non è semplice convivere con quella dipendenza di vita che ha il neonato nei confronti della madre. Poi un giorno accade che quel fagottino che stringi al seno ti guarda e tutto cambia, ma questa è un'altra storia.
Elettra, giorno 1.
 Al di là degli enormi cambiamenti del corpo dovuti all'aver messo al mondo un figlio, ci sono i sentimenti e quelli sì sono difficili da gestire. La donna spesso si sente incapace, madre non adatta a prendersi cura di quel cucciolo inerme, scordandosi troppo spesso della natura che l'ha creata perfetta proprio per fare quello. Quanto poco "animali" siamo nella società di oggi e quanto troppo spesso ci ostiniamo a rinnegare i nostri istinti più profondi! Cercando di lottare contro la propria natura di procreatrice, la donna finisce per negare sè stessa e dimentica di sè-donna non le rimane che sentirsi chiusa nel ruolo di madre. No, la maternità non è una prigione, basta solo trovare la giusta chiave di lettura di questo meraviglioso momento della vita! Tese al domani, agognanti l'indipendenza del tanto desiderato figlio, ci scordiamo di vivere a piene boccate questo presente che mai più tornerà e ci perdiamo così tanto del neonato che stringiamo a noi! Ho conosciuto troppe donne che si sono chiuse in casa per mesi perché "è troppo freddo, è troppo caldo, non ho voglia, il bimbo piange...", come se l'essere diventata mamma significhi dover sacrificare la propria identità. Mamme, siete prima di tutto donne! Non dimenticate mai di onorare voi stesse prima del figlio che avete partorito, perché altrimenti finirete per odiare quel pargolo innocente! Se i kg della gravidanza se ne vanno tra allattamento e diete, i sentimenti e gli ormoni che circolano in voi rimangono per i mesi successivi al parto e decisamente la cosa migliore è fare pace con la nuova condizione di donna-mamma, senza ostinarsi a negare di essere una o l'altra. Mettetevi quello che più vi valorizza, sentitevi belle, fate l'amore con vostro marito, tutto quello che vi fa star bene può solo rendere più piacevole la nuova identità che dovrete costruirvi giorno dopo giorno, ma non dimenticatevi di quella donna che eravate prima, perché per amare il prossimo dovete prima di tutto amare voi stesse. Uscite. DA SOLE!
Elettra col padre. Non se la cava poi così male mio marito!
Lasciate il pargolo al padre, alla nonna, alla zia, alla tata, andate a fare la spesa, la manicure, una corsa, una seduta di aroma therapy, qualsiasi cosa purché possiate dire di essere state un paio d'ore senza vostro figlio. Lo amate comunque, non sentitevi meno madri perché vi staccate da lui per qualche istante, sentitevi solo un po' più donne e, perché no, un po' egoiste che male non fa! Se volete salvaguardare la vostra sanità mentale e costruire un rapporto più sereno con il vostro bambino ritrovate la donna che è in voi, perché la maternità non è un sacrificio ma pura gioia intervallata da crisi che sono la norma nella vita di ognuna di noi, da superarsi grazie a delle mini ricariche di energia lontane dalle quattro mura di casa e dal vostro adorato bambino.