lunedì 25 marzo 2013

Sopravvivere ai malanni di stagione

Oggi piove. Mi sembrerebbe strano il contrario ormai. Quei pochi sprazzi di sole e primavera di cui ho appena avvertito il calore sembrano già un ricordo lontano, quasi non fossi ancora riuscita a godere del caldo clima di marzo. Le temperature vanno su e giù a mò di yo-yo ed è tutto un togli-metti di vestiti, sciarpe, cappelli, stivali... Non so voi, ma io non ne posso più. Fortunatamente il tempo con i bambini vola veloce e le giornate si rincorrono una dopo l'altra, quindi confido che prima che me ne renda conto, arriverà anche la tanto agognata Primavera. Intanto dopo un week-end in casa di amici con bimbi che colavano moccolo senza sosta, anche Elettra si è raffreddata. Uff. Quindi tra sveglie notturne a causa dell'apnea da naso chiuso e lavaggi nasali a fiumi, si cerca di sopravvivere a questo marzo ballerino. Ma come affrontare questi malanni stagionali? Ci sono dei rimedi della nonna da usare prima di tirare in ballo il pediatra e la medicina che si spera sempre miracolosa?
Quando abbiamo dovuto affrontare il primo raffreddore di Elettra, ci sentivamo alle prese con la peste bubbonica: quel piccolo esserino che tenevamo tra le braccia riusciva a malapena a respirare e nessuna posizione sembrava darle sollievo. Ci sentivamo completamente imbranati e inetti. Abbiamo resistito a telefonare al pediatra o al portare la cucciola al PS, si sa, l'ansia di noi genitori tende solitamente a ingigantire un problema che di fatto è assolutamente gestibile.
Così ci siamo fatti forza e abbiamo deciso di cercare un po' di informazioni su questo male oscuro. Abbiamo scoperto che poco si può contro il raffreddore e che sciroppi e medicinali vari non fanno altro che lenire l'angoscia di mamma e papà: il tempo di guarigione stimato è una settimana, che si decida di intervenire con qualche aiuto artificiale o meno. Però in qualche maniera dobbiamo pur liberare quel nasino tappato, giusto? E così abbiamo iniziato la tortura col Narhinel. Molti di voi l'avranno usato almeno una volta, quel ciucciamoccolo a tradimento, e sono certa che nessuno dei vostri bimbi abbia gradito il trattamento; eppure è uno dei pochi aggeggi che riesce a liberare temporaneamente il naso. Ci sono tecniche e informazioni di ogni genere per questa sadica attività e ognuno di noi si adatta quella che più gli si confà. Il nostro modus operandi consisteva nello sdraiare di lato la cucciola, spruzzarle direttamente nella narice (quella opposta al lato a contatto col fasciatoio) un buon 5 cc di soluzione fisiologica e aspirare con il maledetto quanto più di aspirabile fosse possibile. Ripetere dall'altro lato. Per una buona riuscita della tortura, inclinate la siringa in modo che sia in direzione dell'orecchio opposto alla narice prescelta, che detto così sembra una sciocchezza, ma per liberare bene il naso ci voglioni esercizio e pratica. Con i mesi ci siamo evoluti, ho fatto ricerche su internet, ho spulciato blog e forum per trovare la perfetta soluzione di disostruzione da moccolo verde e finalmente la tecnica si è affinata. L'upgrade è stato mettere la cucciola seduta durante la seduta di pulizia profonda e abbandonare per sempre il ciucciaschifo.

Ebbene sì, siamo Narhinel free. Abbiamo constatato, infatti, che è molto più efficace il lavaggio senza l'aspirazione, perché se fatto bene è in grado di far uscire dal naso veramente tutto ciò che contiene. Con i mesi abbiamo aumentato anche la dose di soluzione fisiologica, passando ai 10 cc che usiamo adesso con Elettra. La posizione seduta piace anche a lei, che si lascia torturare un po' più volentieri. E' davvero fondamentale che l'inclinazione della siringa che usate per spruzzare la soluzione fisiologica sia giusta, ma piano piano imparerete. Diffidate assolutamente dalle confezioni monodose di fisiologica, care e inutili, che non servono a niente se non ad arricchire chi le produce. Sono' la pressione e la quantità di acqua che permette una pulizia ottimale, anche con un neonato. Non vi serve altro che un boccione di fisiologica e una siringa, che userete ovviamente senza ago.
Anche una bella doccia calda aiuta a sciogliere il moccolo e liberare il naso, o un bagno con olii essenziali.
E la tosse? Anche per la tosse si può far proprio poco, a meno che non sia veramente grave e pressante. La cosa migliore è fare un areosol di solo fisiologica per ammorbidire un po' il muco, perché ricordate che con i bimbi molto piccoli è sconsigliatissimo usare mucolitici. Ci sono dei prodotti omeopatici che possono aiutare in caso di tosse, ma per questi è sempre meglio rivolgervi al pediatra.
Posso però consigliare a tutte le mamme di fare delle cure omeopatiche preventive sui piccoli in modo che l'inverno scivoli via un po' meglio. Io sono andata dalla mia erborista di fiducia e la cura che mi ha dato devo ammettere che ha funzionato benissimo: Elettra si sarà presa si e no un paio di raffreddore, una volta la febbre e 2-3 giorni di tosse. Nonostante non sia una patita della così detta medicina alternativa, ho pensato che tentar non avrebbe nuociuto e devo ritenermi soddisfatta nonostante le mie perplessità iniziali.
Ci saranno risvegli notturni, ci sarà stanchezza, ci saranno capricci e irritabilità. Bisogna solo cercare di coccolare i nostri piccoli quanto più possibile e rasserenarci sul fatto che il loro corpo, esattamente come il nostro, è predisposto a queste battaglie stagionali contro i vari virus. Se arriva anche la febbre, non allarmatevi: sappiate che i 38° di temperatura corporea sono il minimo indispensabile per uccidere i batteri che infestano vostro figlio e che quindi se tentate di abbassarla, non farete altro che indebolire una delle difese che naturalmente l'organismo adotta in caso di malattia. La tachipirina? Per quanto mi riguarda deve essere proprio l'ultima spiaggia, a cui approdare solo in caso di assoluta necessità. Vi linko un articolo del dottor Gava che mi ha fatto abbastanza allarmare sull'uso di questo medicinale: http://www.informasalus.it/it/articoli/ridurre-danni-tachipirina.php
Il miglior consiglio che posso darvi è di stare sereni, a meno che non ci siano reali problemi respiratori o malattia che si trascina da troppi giorni, cercate di non preoccuparvi.
Un abbraccio a tutti i bimbi malaticci e a tutti i genitori che amorevolmente ciucciano il loro moccolo quotidianamente.

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