Ebbene, ci avviciniamo a passo felpato ai famosissimi e temutissimi TT, ovvero i Terribili Due. Chi ha inventato questo nome non c'è andato piano, eh? Anche solo a sentir nominare questo periodo, qualsiasi genitore trema, pensando al peggio che senza dubbio lo aspetta e io e mio marito non siamo l'eccezione che conferma la regola. Ho sempre affrontato con serenità gli step più o meno positivi della crescita di Elettra, ma come prepararsi alla fase dei continui no e dei pianti e delle prime vere prese di posizione della cucciola? Come in tutti gli argomenti, soprattutto quelli che riguardano l'infanzia, è stato scritto tutto e il contrario di tutto, ma a chiacchiere è una faccenda, il dover gestire questo periodo è un'altra storia. Io sono dell'idea che i bambini vadano ascoltati, seguiti, supportati e che sopra ogni cosa sia necessario spiegare i perché e i percome delle nostre decisioni e delle nostre reazioni. E allora, mentre l'angelo di casa urla perché da madre snaturata e castrante quale sono ho sentenziato che sulla tavola non si sale o che le prese le possono usare solo la mamma e il babbo perché sono pericolose, cerco di dirle i motivi dei miei NO. Perché dei NO dal mio punto di vista DEVONO esserci. Il mio metro di giudizio è senza dubbio opinabile, ma per quanto mi riguarda i NO ci sono quando il sì potrebbe mettere in pericolo la piccola, potrebbe ledere l'altrui persona (sia nel corpo che nella mente), potrebbe irrimediabilmente deturpare la casa e ciò che contiene. Insomma, il rispetto per ciò che ci circonda, animato o inanimato che sia, a partire dalla personcina di Elettra stessa. Bellissimo a parole, vero? Ma come evitare che i divieti facciano scatenare la bestia che vive in ogni nostro piccolo e amorevole bimbo? Non credo ci sia una formula perfetta e assoluta, ogni bambino, unico ed irripetibile in quanto tale, ha le proprie necessità, i propri limiti interni e la propria sopportazione della frustrazione. Ci mettiamo mai nei loro panni? Forse troppo poco spesso. In fondo, dal punto di vista dei bambini, troppi no sono incomprensibili: in fondo, perché non dovrebbe salire sulla tavola mentre sul divano sì? Siamo noi che dobbiamo guidare i nostri figli alla scoperta del mondo, il che include anche i divieti, la scoperta dei propri ed altrui limiti, il cercare di capire le ragioni dei "grandi" che regolano, loro malgrado, anche il loro volere. Compito mica da niente, accipicchia! Quello che guida me, sempre e comunque, è che ciò che deve regolare il mio agire nei confronti dei più piccoli è il rispetto. Esattamente come tratto un adulto, tratto il bambino, che non perché è nato prima di me non merita il rispetto che io stessa pretendo dagli altri. E sono fermamente convinta che se io rispetto mia figlia, lei rispetterà me e gli altri, perché il primo ed assoluto esempio di buona o cattiva condotta siamo proprio noi!
Tornando dunque a bomba ai terribili due, mi viene da chiedermi perché siano così fortemente scanditi dalle crisi isteriche e i pianti inconsolabili e la risposta che mi sembra più ovvia è che la frustrazione di non venir compresi e non sapersi esprimere compiutamente aggiunta all'incapacità di capire davvero che cosa si desidera sopraffaggano così pesantemente i nostri piccini, che l'unica valvola di sfogo sia proprio l'urlo liberatore. Cercando di trovare il nostro equilibrio interiore, evitiamo di rispondere a queste piccole crisi urlando a nostra volta: calmiamoci, respiriamo più e più a fondo e proviamo a spiegare ai nostri bimbi che non otterranno in ogni modo ciò che desiderano attraverso quella via, che non fanno che sprecare tempo prezioso che potrebbe altrimenti essere speso in gioco spensierato, che la disperazione è un sentimento che è giusto provare ma... est modus in rebus! Un'arma da non sottovalutare, è la capacità che hanno i bambini di distrarsi con niente. Dunque se Elettra proprio vuole qualcosa che non si può, cerco di catalizzare il suo interesse verso qualcosa che è un sì sicuro. E nel mentre cerco di non cedere al nervosismo e alla sgridatura. Poi la pazienza è una virtù che ritengo di avere, ma fino ad un certo punto, come riescono i nostri figli a farci perdere le staffe non ci riesce nessun altro, quindi da buon essere umano perfettibile, anche io mi arrabbio. Ma cercando il barlume di lucidità nell'ira, cerco comunque di mantenere un tono civile e spiegare in ogni caso alla cucciola il perché dell'alzata di voce o del rimprovero.
Insomma, sono sicura che la signorina ci farà vedere i sorci verdi, ha già palesanto un caratterino determinato e testardo (chissà da chi avrà preso direbbe mio marito...), quindi non possiamo far altro che tentare di metterci nei suoi panni, limitare i no e spiegare spiegare e rispiegare all'infinito. Passerà anche questo momento e so già che lo rimpiangerò. Godiamoci i nostri bambini per quello che sono, anche per questi periodi di crisi, perché presto, troppo presto, saranno degli adolescenti desiderosi di motorino e ribellione e allora sì che ci saranno dei grattacapi....!
Nessun commento:
Posta un commento