venerdì 25 gennaio 2013

Il figlio sostenibile

Fare figli con la crisi? Una pazzia! Quando esterni a conoscenti ed amici l'idea di avere un bambino, la prima cosa che fanno è cercare di dissuaderti, parlandoti di spese insostenibili, mille oggetti da comprare, irrinunciabili da avere assolutamente per permettere al piccolo uno sviluppo adeguato. Le liste nascita pre-compilate sembrano l'inventario di Prenatal, le pubblicità che affollano tv, giornali e strade inondano i futuri genitori di nuove invenzioni che saranno fondamentale ausilio nella crescita del pargolo. E così si creano false aspettative sui reali bisogni dei neonati e i futuri genitori iniziano a comprare ed accumulare molto prima che il bebè emetta il primo vagito.
Chi è in attesa del primo figlio è ovviamente maggiormente esposto a questo bombardamento mediatico che fa leva sul comune sentire di tutti noi, ovvero la ricerca del meglio per il proprio bambino. Ma fermiamoci un attimo a riflettere, cos'è necessario per un neonato? Uno solo è il bisogno primario, cioè l'essere amato incondizionatamente da chi lo mette al mondo, su tutto il resto ci si lavora strada facendo.
Quando Elettra era ancora solo bozzi sulla mia pancia e mio marito le parlava attraverso il mio ombelico, la preparazione del nido è iniziata: quale madre in attesa non pensa a quale lettino comprare, quale passeggino scegliere, quale ciuccio sarà necessario, quale gioco farà diventare il proprio pargoletto uno scienziato nucleare... Insomma, siamo tutti nel vortice del compra che devi!
Ma, nonostante l'ansia da prestazione che incombeva su di noi, io e mio marito abbiamo scelto la strada del bebè sostenibile. Ho scoperto che a Bologna esistono mille luoghi che offrono tutto il necessaire per il nascituro a costi ridotti e mi sono buttata a capo fitto nello shopping delle offerte.

Ho conosciuto Soluzione Bimbi e i simpaticissimi gestori, Valentia e Paolo, che dal loro negozio di Casalecchio hanno fatto partire una piccola rete che ha permesso l'apertura di succursali a San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro. In questi negozi si trova di tutto un po', dall'abbigliamento usato (ma usato di qualità reale, badate bene!) a quello nuovo (ottimo tra l'altro), dal lettino al passeggino, dai giochi alle scarpe, e tutto questo a prezzi davvero contenuti e crisi sostenibili! In fondo, quanto a lungo viene usata una tutina da un bebè? Quanto dura un body prima di metterlo nello scatolone in cantina? Consiglio vivamente a tutti di fare un salto in uno di questi negozi, non rimarrete delusi!
Di recente mi sono accorta che di posti simili ne stanno spuntando come funghi, se girerete bene nel vostro quartiere sono sicura che ne troverete anche vicino casa!
Nelle mie peregrinazioni in centro, ho scoperto che al mercato della Montagnola ci sono un paio di banchi con vestiti favolosi, di marche conosciute e di gran qualità. E così ho comprato per Elettra pantaloni di Gymboree, camicie Old Navy, pigiami, tutine e body Carter's, una giacca di CK, una favolosa salopette Gas... Insomma, d'estate i prezzi variano dalle 2,5 € all'euro al pezzo, mentre d'inverno si aggirano sulle 4 €. Basta saper cercare, non sono mai andata via a mani vuote e spesso con pezzi che avevano ancora il cartellino attaccato.
Sempre sulla scia dell'usato di qualità, uno dei miei luoghi preferiti dello shopping bolognese è senza dubbio Cose di altre case e, anche se quello in via della Beverara mi piace di più, quello vicino a via Ferrarese ha la qualità come parola d'ordine. Dall'oggettistica per i bambini ai mobili per la casa, troverete davvero tutto quello che desiderate e anche di più!
Anche se meno curati, i vari Mercatopoli sono da visitare ogni tanto, perché l'occasione è sempre dietro l'angolo, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Se l'usato proprio non fa per voi, guardate nell'angolo occasioni di Ikea: noi abbiamo preso il lettino per Elettra a solo 35 € e la poltrona per la sua cameretta a meno della metà del prezzo di listino! Ci vuole un pizzico di fortuna, certo, ma mai demordere!
Ci sono poi negozi che frequento assiduamente, ma non ho mai comprato se non durante saldi e offerte. L'anno scorso, per esempio, ho preso quasi tutto il vestiario per quest'inverno a prezzi davvero stracciati. Nemmeno a dirlo, quest'anno ho replicato e adesso ho in cantina un intero scatolone taglia 3 anni!
Un altro modo per risparmiare è stato quello di scegliere i pannolini lavabili. Certo, un investimento iniziale non indifferente, ma ammortizzabile nel giro di qualche mese e se si pensa poi di avere un secondo figlio è di certo un bell'abbattimento di costi. Mi rendo conto che non sia una scelta per tutti, c'è chi non ha nessuna intenzione di fare ulteriori lavatrici e solo per i pannolini, ma per noi è semplicemente stato un atteggiamento mentale nel quale ci siamo trovati subito bene e ora che stiamo piano piano arrivando allo spannolinamento, posso dire che abbiamo davvero risparmiato un bel po'. Se volete informarvi su questo tema, andate da Valeria da Nini Ya Mumu in via Nosadella: la sua grande esperienza è a vostra disposizione per togliervi qualsiasi dubbio e visto che ci siete date un'occhiata in negozio, vi innamorerete di quello che vi circonderà.
Se questo mondo proprio non fa per voi, vorrei segnalare gli ottimi pannolini della Lidl. 54 pezzi, 8,99 €. Un vero risparmio e non a discapito della qualità! Anche quelli della coop non sono poi male e se state dietro alle offerte anche quelli costano il giusto. Soprattutto nelle ipercoop, ci sono spesso i pacchi enormi anche di pannolini di marca a prezzi contenuti, aguzzate la vista!
Per quanto mi riguarda, sento di non essermi fatta travolgere completamente dal circolo dell'acquisto compulsivo ed inutile, ma se dovessi fare una lista degli oggetti che non ricomprerei, di certo non prenderei il lettino, sostituendolo fin dal ritorno dall'ospedale con il lettino stile montessoriano che abbiamo adesso; non acquisterei il trio, inutile ed ingombrante aggeggio nonché poco utilizzato: Elettra ha sempre odiato la navicella, preferendola di gran lunga alla fascia che ci teneva unite pelle a pelle e che permetteva a me l'uso delle mani, che altrimenti non avrei potuto adoperare vista l'attitudine della pupa allo stare in braccio tutto il dì; lascerei in negozio le varie giacche e giaccone per il primo inverno della piccola, prendendo fin da subito il sacco termico in cui è stata imbozzolata per tutto il periodo freddo, evitandomi le stressantissime vestizioni delle uscite...
Insomma, l'articolo di Repubblica che ho letto oggi mi ha fatto ridere pensando a quanto poco ci è costata la nostra bambina e quanto poco abbia effettivamente inciso sul budget della famiglia. E vi garantisco che i nostri standard di qualità sono molto alti e che non ci accontentiamo mai quando si tratta di ciò che riguarda Elettra. Non fatevi spaventare da chi vi dice che un figlio costa troppo, i modi per risparmiare ci sono, se lo vorrete troverete i vostri! Altrimenti, se proprio avete bisogno di spunti, leggete Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, vi si aprirà un mondo!



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