Un argomento che tocca il cuore di tutti i genitori in procinto di tornare a lavoro, l'allontanamento dal proprio figlio. Non voglio essere sessista, ma in un paese come l'Italia in cui il congedo parentale è per antonomasia "maternità", mi viene da dire che nella maggior parte dei casi si tratta di distacco madre-bambino, bambino-madre. Dopo la prima grande separazone, la nascita, il periodo dell'entrata in un nuovo contesto è senza dubbio uno dei momenti più delicati per il bambino: abituato alla costante presenza della figura di attaccamento, vicina a lui anche nei luoghi sconosciuti, il ritrovarsi catapultato in una realtà a lui estranea e senza l'amato genitore è senza dubbio destabilizzante. Come facilitare, dunque, il passaggio dalla casa di appartenenza al nido casa? Cosa può fare il genitore di riferimento per rendere quanto più naturale e dolce possibile l'allontanamento dal proprio piccolo?
La prima regola da seguire è essere sereni. Non bisogna dimenticare che lo specchio dei sentimenti dei bambini siamo proprio noi adulti, quindi se si vuole che il proprio bimbo si inserisca serenamente nel nuovo contesto, è necessario essere sicuri di quello che stiamo facendo e fidarci ciecamente della persona a cui affidiamo ciò che di più caro abbiamo al mondo. Scegliere un luogo caldo ed accogliente come un nido casa, in cui ci si rapporta con una sola dada e che rimane sempre la stessa, è senza dubbio rassicurante per qualsiasi genitore.
Appurato che vi fidate profondamente della persona a cui state per affidare vostro figlio, un'altra cosa da non dimenticare è preparare voi e lui psicologicamente. Parlategli, anche se molto piccolo, ripetetegli che cosa andrete a fare, che il nuovo contesto che lo accoglierà gli piacerà, che troverà altri bambini con cui giocare, con cui mangiare, con cui fare la nanna e che senza dubbio alcuno, prima di quanto immagini, tornerete a riprenderlo. Ricordate che il tempo per il bambino è un concetto molto relativo, 5 minuti o 5 ore non fanno differenza finché sono molto piccoli. Dovete trasmettere tranquillità al bimbo, prospettandogli questo cambiamento sotto una luce di positività assoluta.
La mamma solitamente viene dilaniata dall'ambivalente sentimento "ti lascio-non ti lascio" e vive questo periodo come un crimine d'abbandono nei confronti del proprio piccolo. Dovete prima di tutto fare pace con voi stesse, convincendovi che il ritorno a lavoro non solo è necessario dal punto di vista dell'economia familiare, ma che non potrà che migliorare la qualità del tempo che poi passerete con il vostro bambino. Non lo state abbandonando, lo state affidando alle amorevoli cure di una persona di cui vi fidate, in un contesto costruito affinché i suoi bisogni siano primari per chi lo accudisce, tra suoi coetanei dai quali imparerà moltissimo e ai quali potrà insegnare altrettanto.
Adesso che abbiamo chiarito le premesse, andiamo nel dettaglio: come funziona un inserimento?
La politica di tutti i vari servizi che offrono i propri spazi per prendersi cura dei bimbi è quella dell'inserimento graduale, da compiersi in un paio di settimane al massimo. E' davvero necessario tutto questo tempo? Se volete che vostro figlio non si trovi a piangere continuamente in una casa estranea sì, lo è. Così come è necessario per voi, affinché entriate a contatto con il nuovo contesto di nido famiglia, ne capiate le dinamiche e ne apprezziate le qualità. Un genitore sereno è un bimbo sereno, non smetterò mai di ripeterlo.
Solitamente il primo giorno c'è una compresenza di genitore e bambino per tutto il tempo della permanenza, ma già dal secondo giorno inizierà l'allontanamento. Una volta arrivato il momento dell'uscita della mamma è necessario che il genitore saluti, spieghi al piccolo che presto sarà di ritorno e, sorridendo, chiuda la porta alle sue spalle. Come Orfeo ed Euridice, voltarsi è letale. Mai e dico MAI avere un ripensamento, una volta salutato il bambino non si può tornare indietro, nemmeno se lo state lasciando in lacrime, altrimenti il piccolo capirà di poter fare breccia in voi attraverso la disperazione e non stenterà ad usarla. E' normale che ci siano dei pianti, è normale che il piccolo cerchi di tenervi lì con lui, ma sappiate che quando non sarete più sotto il suo sguardo, i pianti cesseranno e la sua giornata inizierà nella maniera più serena possibile, seguendo le varie routines che via via verranno inserite: dal cambio del pannolino, alla merenda, al pranzo, al cruciale momento della nanna, tutti questi step entreranno a far parte della quotidianità di vostro figlio nel nuovo contesto, che diventerà per lui un punto di riferimento forte e costante fuori da casa propria.
E' possibile anche che durante questo periodo il bimbo vi cerchi di più nei momenti in cui sarete assieme, ma tutto si regolarizzerà piano piano, non temete. Dovete darvi e dargli tempo.
Dovete vivere questo momento come assolutamente positivo per voi e per il vostro piccolo, perché gli state regalando una grande opportunità, ovvero quella di essere accudito al meglio e di crescere in un contesto sicuro e sereno.
Se voi riuscirete ad andare oltre al normale senso di colpa che vi attanaglierà, se troverete una persona fidata e un contesto che vi piace e seguirete i consigli della mamma gestrice che accoglierà vostro figlio, l'inserimento andrà liscio come l'olio e potrete tornare a lavoro senza angoscia.
Un consiglio spassionato: vivete queste due settimane come un pretesto per fare qualcosa solo per voi, usate queste poche ore come una ricarica dalla quotidianità, concedetevi delle coccole personali, che siano un buon libro in un parco o una mattinata in piscina, perché una volta rientrate nel mondo del lavoro, sarà più difficile trovare spazi solo per voi, anche se sarebbe necessario ci fossero comunque.
giovedì 31 gennaio 2013
martedì 29 gennaio 2013
Giochi a costo zero, il Barattolo Magico
Stamani io ed Elettra siamo state da Ludovico. Una della punta di diamante dei negozi per giochi bolognesi, senza dubbio alcuno. Materiali ricercatissimi, giochi intelligenti, di manipolazione e costruzione, arredi per la cameretta bellissimi da vedere e da usare, ma accipicchia, i costi non sono certo bassi! Noi siamo della linea pochi giochi ma buoni e devo dire che molte delle cose che abbiamo acquistato per Elettra vengono proprio da questo paradiso dei bambini, ma certo non si può comprare tutto della Haba o della Janod! E poi ci siamo resi conto che la piccola si diverte di più con un tappino del latte piuttosto che con le costruzioni di legno! Così ci siamo ingegnati e abbiamo provato a creare ex novo giochi semplici ma d'effetto.
Oggi vi presenterò il Barattolo Magico. Si tratta di un oggetto da proporre verso l'anno, quando le attività preferite sono quelle del "metti dentro, infila, togli", ovvero tutto ciò che sviluppa la precisione dei bimbi. Come direbbe la Montessori, i bambini sanno essere estremamente pazienti e precisi, anche se noi genitori ce ne scordiamo troppo spesso...
Necessaire:
-1 barattolo vuoto di orzo o caffè solubile, che abbia comunque il tappo di plastica morbida e trasparente;
-vari tappi di plastica (quelli del latte sono perfetti)
-scotch
-forbici o taglierino
-carta colorata
-vinavil
Procedimento:
per prima cosa, fate un'incisione nel centro del tappo del barattolo. Partendo da lì fate 6 incisioni fino ad arrivare al bordo del tappo. Arrotondate le punte con le forbici.
Il risultato dovrebbe essere questo:
A questo punto, dovete attaccare il tappo al barattolo, in modo che quest'ultimo non si apra. Io ho usato lo scotch di carta, ma credo vada benissimo anche la vinavil.
Non mi piaceva lasciare il barattolo con la scritta dell'orzo e della marca, così ho rivestito le pareti esterne con una carta che mi piaceva, anche se sicuramente si può fare di meglio. Vi consiglio di non usare la carta per i regali come ho fatto io, è troppo fine e il risultato non è ottimale. Dovete solo spalmare il barattolo di vinavil e rivestirlo con la carta scelta. Si asciugherà in 24 ore.
Barattolo terminato, i giochi possono iniziare!
E' un'idea estremamente semplice e di facile realizzazione, ma vi assicuro che Elettra ci ha perso delle ore dietro a questo gioco!
L'upgrade sarà dividere i tappi per colore e creare un nuovo barattolo per ogni colore, in modo che la cucciola sperimenti la differenza dei pigmenti. Di nuovo la Montessori ci accompagna nel nostro percorso genitori-figli.
Buona costruzione!
Oggi vi presenterò il Barattolo Magico. Si tratta di un oggetto da proporre verso l'anno, quando le attività preferite sono quelle del "metti dentro, infila, togli", ovvero tutto ciò che sviluppa la precisione dei bimbi. Come direbbe la Montessori, i bambini sanno essere estremamente pazienti e precisi, anche se noi genitori ce ne scordiamo troppo spesso...
Necessaire:
-1 barattolo vuoto di orzo o caffè solubile, che abbia comunque il tappo di plastica morbida e trasparente;
-vari tappi di plastica (quelli del latte sono perfetti)
-scotch
-forbici o taglierino
-carta colorata
-vinavil
Procedimento:
per prima cosa, fate un'incisione nel centro del tappo del barattolo. Partendo da lì fate 6 incisioni fino ad arrivare al bordo del tappo. Arrotondate le punte con le forbici.
Il risultato dovrebbe essere questo:
A questo punto, dovete attaccare il tappo al barattolo, in modo che quest'ultimo non si apra. Io ho usato lo scotch di carta, ma credo vada benissimo anche la vinavil.
Non mi piaceva lasciare il barattolo con la scritta dell'orzo e della marca, così ho rivestito le pareti esterne con una carta che mi piaceva, anche se sicuramente si può fare di meglio. Vi consiglio di non usare la carta per i regali come ho fatto io, è troppo fine e il risultato non è ottimale. Dovete solo spalmare il barattolo di vinavil e rivestirlo con la carta scelta. Si asciugherà in 24 ore.
Barattolo terminato, i giochi possono iniziare!
E' un'idea estremamente semplice e di facile realizzazione, ma vi assicuro che Elettra ci ha perso delle ore dietro a questo gioco!
L'upgrade sarà dividere i tappi per colore e creare un nuovo barattolo per ogni colore, in modo che la cucciola sperimenti la differenza dei pigmenti. Di nuovo la Montessori ci accompagna nel nostro percorso genitori-figli.
Buona costruzione!
venerdì 25 gennaio 2013
Il figlio sostenibile
Fare figli con la crisi? Una pazzia! Quando esterni a conoscenti ed amici l'idea di avere un bambino, la prima cosa che fanno è cercare di dissuaderti, parlandoti di spese insostenibili, mille oggetti da comprare, irrinunciabili da avere assolutamente per permettere al piccolo uno sviluppo adeguato. Le liste nascita pre-compilate sembrano l'inventario di Prenatal, le pubblicità che affollano tv, giornali e strade inondano i futuri genitori di nuove invenzioni che saranno fondamentale ausilio nella crescita del pargolo. E così si creano false aspettative sui reali bisogni dei neonati e i futuri genitori iniziano a comprare ed accumulare molto prima che il bebè emetta il primo vagito.
Chi è in attesa del primo figlio è ovviamente maggiormente esposto a questo bombardamento mediatico che fa leva sul comune sentire di tutti noi, ovvero la ricerca del meglio per il proprio bambino. Ma fermiamoci un attimo a riflettere, cos'è necessario per un neonato? Uno solo è il bisogno primario, cioè l'essere amato incondizionatamente da chi lo mette al mondo, su tutto il resto ci si lavora strada facendo.
Quando Elettra era ancora solo bozzi sulla mia pancia e mio marito le parlava attraverso il mio ombelico, la preparazione del nido è iniziata: quale madre in attesa non pensa a quale lettino comprare, quale passeggino scegliere, quale ciuccio sarà necessario, quale gioco farà diventare il proprio pargoletto uno scienziato nucleare... Insomma, siamo tutti nel vortice del compra che devi!
Ma, nonostante l'ansia da prestazione che incombeva su di noi, io e mio marito abbiamo scelto la strada del bebè sostenibile. Ho scoperto che a Bologna esistono mille luoghi che offrono tutto il necessaire per il nascituro a costi ridotti e mi sono buttata a capo fitto nello shopping delle offerte.
Ho conosciuto Soluzione Bimbi e i simpaticissimi gestori, Valentia e Paolo, che dal loro negozio di Casalecchio hanno fatto partire una piccola rete che ha permesso l'apertura di succursali a San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro. In questi negozi si trova di tutto un po', dall'abbigliamento usato (ma usato di qualità reale, badate bene!) a quello nuovo (ottimo tra l'altro), dal lettino al passeggino, dai giochi alle scarpe, e tutto questo a prezzi davvero contenuti e crisi sostenibili! In fondo, quanto a lungo viene usata una tutina da un bebè? Quanto dura un body prima di metterlo nello scatolone in cantina? Consiglio vivamente a tutti di fare un salto in uno di questi negozi, non rimarrete delusi!
Di recente mi sono accorta che di posti simili ne stanno spuntando come funghi, se girerete bene nel vostro quartiere sono sicura che ne troverete anche vicino casa!
Nelle mie peregrinazioni in centro, ho scoperto che al mercato della Montagnola ci sono un paio di banchi con vestiti favolosi, di marche conosciute e di gran qualità. E così ho comprato per Elettra pantaloni di Gymboree, camicie Old Navy, pigiami, tutine e body Carter's, una giacca di CK, una favolosa salopette Gas... Insomma, d'estate i prezzi variano dalle 2,5 € all'euro al pezzo, mentre d'inverno si aggirano sulle 4 €. Basta saper cercare, non sono mai andata via a mani vuote e spesso con pezzi che avevano ancora il cartellino attaccato.
Sempre sulla scia dell'usato di qualità, uno dei miei luoghi preferiti dello shopping bolognese è senza dubbio Cose di altre case e, anche se quello in via della Beverara mi piace di più, quello vicino a via Ferrarese ha la qualità come parola d'ordine. Dall'oggettistica per i bambini ai mobili per la casa, troverete davvero tutto quello che desiderate e anche di più!
Anche se meno curati, i vari Mercatopoli sono da visitare ogni tanto, perché l'occasione è sempre dietro l'angolo, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Se l'usato proprio non fa per voi, guardate nell'angolo occasioni di Ikea: noi abbiamo preso il lettino per Elettra a solo 35 € e la poltrona per la sua cameretta a meno della metà del prezzo di listino! Ci vuole un pizzico di fortuna, certo, ma mai demordere!
Ci sono poi negozi che frequento assiduamente, ma non ho mai comprato se non durante saldi e offerte. L'anno scorso, per esempio, ho preso quasi tutto il vestiario per quest'inverno a prezzi davvero stracciati. Nemmeno a dirlo, quest'anno ho replicato e adesso ho in cantina un intero scatolone taglia 3 anni!
Un altro modo per risparmiare è stato quello di scegliere i pannolini lavabili. Certo, un investimento iniziale non indifferente, ma ammortizzabile nel giro di qualche mese e se si pensa poi di avere un secondo figlio è di certo un bell'abbattimento di costi. Mi rendo conto che non sia una scelta per tutti, c'è chi non ha nessuna intenzione di fare ulteriori lavatrici e solo per i pannolini, ma per noi è semplicemente stato un atteggiamento mentale nel quale ci siamo trovati subito bene e ora che stiamo piano piano arrivando allo spannolinamento, posso dire che abbiamo davvero risparmiato un bel po'. Se volete informarvi su questo tema, andate da Valeria da Nini Ya Mumu in via Nosadella: la sua grande esperienza è a vostra disposizione per togliervi qualsiasi dubbio e visto che ci siete date un'occhiata in negozio, vi innamorerete di quello che vi circonderà.
Se questo mondo proprio non fa per voi, vorrei segnalare gli ottimi pannolini della Lidl. 54 pezzi, 8,99 €. Un vero risparmio e non a discapito della qualità! Anche quelli della coop non sono poi male e se state dietro alle offerte anche quelli costano il giusto. Soprattutto nelle ipercoop, ci sono spesso i pacchi enormi anche di pannolini di marca a prezzi contenuti, aguzzate la vista!
Per quanto mi riguarda, sento di non essermi fatta travolgere completamente dal circolo dell'acquisto compulsivo ed inutile, ma se dovessi fare una lista degli oggetti che non ricomprerei, di certo non prenderei il lettino, sostituendolo fin dal ritorno dall'ospedale con il lettino stile montessoriano che abbiamo adesso; non acquisterei il trio, inutile ed ingombrante aggeggio nonché poco utilizzato: Elettra ha sempre odiato la navicella, preferendola di gran lunga alla fascia che ci teneva unite pelle a pelle e che permetteva a me l'uso delle mani, che altrimenti non avrei potuto adoperare vista l'attitudine della pupa allo stare in braccio tutto il dì; lascerei in negozio le varie giacche e giaccone per il primo inverno della piccola, prendendo fin da subito il sacco termico in cui è stata imbozzolata per tutto il periodo freddo, evitandomi le stressantissime vestizioni delle uscite...
Insomma, l'articolo di Repubblica che ho letto oggi mi ha fatto ridere pensando a quanto poco ci è costata la nostra bambina e quanto poco abbia effettivamente inciso sul budget della famiglia. E vi garantisco che i nostri standard di qualità sono molto alti e che non ci accontentiamo mai quando si tratta di ciò che riguarda Elettra. Non fatevi spaventare da chi vi dice che un figlio costa troppo, i modi per risparmiare ci sono, se lo vorrete troverete i vostri! Altrimenti, se proprio avete bisogno di spunti, leggete Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, vi si aprirà un mondo!
Chi è in attesa del primo figlio è ovviamente maggiormente esposto a questo bombardamento mediatico che fa leva sul comune sentire di tutti noi, ovvero la ricerca del meglio per il proprio bambino. Ma fermiamoci un attimo a riflettere, cos'è necessario per un neonato? Uno solo è il bisogno primario, cioè l'essere amato incondizionatamente da chi lo mette al mondo, su tutto il resto ci si lavora strada facendo.
Quando Elettra era ancora solo bozzi sulla mia pancia e mio marito le parlava attraverso il mio ombelico, la preparazione del nido è iniziata: quale madre in attesa non pensa a quale lettino comprare, quale passeggino scegliere, quale ciuccio sarà necessario, quale gioco farà diventare il proprio pargoletto uno scienziato nucleare... Insomma, siamo tutti nel vortice del compra che devi!
Ma, nonostante l'ansia da prestazione che incombeva su di noi, io e mio marito abbiamo scelto la strada del bebè sostenibile. Ho scoperto che a Bologna esistono mille luoghi che offrono tutto il necessaire per il nascituro a costi ridotti e mi sono buttata a capo fitto nello shopping delle offerte.
Ho conosciuto Soluzione Bimbi e i simpaticissimi gestori, Valentia e Paolo, che dal loro negozio di Casalecchio hanno fatto partire una piccola rete che ha permesso l'apertura di succursali a San Giovanni in Persiceto e San Lazzaro. In questi negozi si trova di tutto un po', dall'abbigliamento usato (ma usato di qualità reale, badate bene!) a quello nuovo (ottimo tra l'altro), dal lettino al passeggino, dai giochi alle scarpe, e tutto questo a prezzi davvero contenuti e crisi sostenibili! In fondo, quanto a lungo viene usata una tutina da un bebè? Quanto dura un body prima di metterlo nello scatolone in cantina? Consiglio vivamente a tutti di fare un salto in uno di questi negozi, non rimarrete delusi!Di recente mi sono accorta che di posti simili ne stanno spuntando come funghi, se girerete bene nel vostro quartiere sono sicura che ne troverete anche vicino casa!
Nelle mie peregrinazioni in centro, ho scoperto che al mercato della Montagnola ci sono un paio di banchi con vestiti favolosi, di marche conosciute e di gran qualità. E così ho comprato per Elettra pantaloni di Gymboree, camicie Old Navy, pigiami, tutine e body Carter's, una giacca di CK, una favolosa salopette Gas... Insomma, d'estate i prezzi variano dalle 2,5 € all'euro al pezzo, mentre d'inverno si aggirano sulle 4 €. Basta saper cercare, non sono mai andata via a mani vuote e spesso con pezzi che avevano ancora il cartellino attaccato.
Anche se meno curati, i vari Mercatopoli sono da visitare ogni tanto, perché l'occasione è sempre dietro l'angolo, soprattutto quando meno te lo aspetti.
Se l'usato proprio non fa per voi, guardate nell'angolo occasioni di Ikea: noi abbiamo preso il lettino per Elettra a solo 35 € e la poltrona per la sua cameretta a meno della metà del prezzo di listino! Ci vuole un pizzico di fortuna, certo, ma mai demordere!
Ci sono poi negozi che frequento assiduamente, ma non ho mai comprato se non durante saldi e offerte. L'anno scorso, per esempio, ho preso quasi tutto il vestiario per quest'inverno a prezzi davvero stracciati. Nemmeno a dirlo, quest'anno ho replicato e adesso ho in cantina un intero scatolone taglia 3 anni!
Un altro modo per risparmiare è stato quello di scegliere i pannolini lavabili. Certo, un investimento iniziale non indifferente, ma ammortizzabile nel giro di qualche mese e se si pensa poi di avere un secondo figlio è di certo un bell'abbattimento di costi. Mi rendo conto che non sia una scelta per tutti, c'è chi non ha nessuna intenzione di fare ulteriori lavatrici e solo per i pannolini, ma per noi è semplicemente stato un atteggiamento mentale nel quale ci siamo trovati subito bene e ora che stiamo piano piano arrivando allo spannolinamento, posso dire che abbiamo davvero risparmiato un bel po'. Se volete informarvi su questo tema, andate da Valeria da Nini Ya Mumu in via Nosadella: la sua grande esperienza è a vostra disposizione per togliervi qualsiasi dubbio e visto che ci siete date un'occhiata in negozio, vi innamorerete di quello che vi circonderà.
Se questo mondo proprio non fa per voi, vorrei segnalare gli ottimi pannolini della Lidl. 54 pezzi, 8,99 €. Un vero risparmio e non a discapito della qualità! Anche quelli della coop non sono poi male e se state dietro alle offerte anche quelli costano il giusto. Soprattutto nelle ipercoop, ci sono spesso i pacchi enormi anche di pannolini di marca a prezzi contenuti, aguzzate la vista!Per quanto mi riguarda, sento di non essermi fatta travolgere completamente dal circolo dell'acquisto compulsivo ed inutile, ma se dovessi fare una lista degli oggetti che non ricomprerei, di certo non prenderei il lettino, sostituendolo fin dal ritorno dall'ospedale con il lettino stile montessoriano che abbiamo adesso; non acquisterei il trio, inutile ed ingombrante aggeggio nonché poco utilizzato: Elettra ha sempre odiato la navicella, preferendola di gran lunga alla fascia che ci teneva unite pelle a pelle e che permetteva a me l'uso delle mani, che altrimenti non avrei potuto adoperare vista l'attitudine della pupa allo stare in braccio tutto il dì; lascerei in negozio le varie giacche e giaccone per il primo inverno della piccola, prendendo fin da subito il sacco termico in cui è stata imbozzolata per tutto il periodo freddo, evitandomi le stressantissime vestizioni delle uscite...
Insomma, l'articolo di Repubblica che ho letto oggi mi ha fatto ridere pensando a quanto poco ci è costata la nostra bambina e quanto poco abbia effettivamente inciso sul budget della famiglia. E vi garantisco che i nostri standard di qualità sono molto alti e che non ci accontentiamo mai quando si tratta di ciò che riguarda Elettra. Non fatevi spaventare da chi vi dice che un figlio costa troppo, i modi per risparmiare ci sono, se lo vorrete troverete i vostri! Altrimenti, se proprio avete bisogno di spunti, leggete Bebè a costo zero di Giorgia Cozza, vi si aprirà un mondo!lunedì 21 gennaio 2013
Leggimi forte! 6-12 mesi
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| La libreria della piccola. Montessori fai da te! |
E' sempre bello leggere per i propri figli, ma lo è di più quando inizi a vedere un vero e proprio interesse che giorno dopo giorno porta i piccoli a scoprire una dopo l'altra le pagine dei libri che affollano gli scaffali. E' stata una vera emozione osservare come Elettra si sia piano piano appassionata ai libri e quanto crescesse con lei la mia voglia di scoprire testi sempre nuovi e stimolanti per lei!
Tra le letture affrontate intorno ai 6 mesi, citeri senza dubbio "Mumin fa un pic nic", carinissimo libretto con finestrelle, con una carta plastificata che si pensa a prova di bambino, ma non abbastanza forte da resistere alla curiosità della cucciola: le finestrelle sono state quasi tutte strappate nel giro di qualche giorno e così l'ho riposto per un paio mesetti in attesa che Elettra governasse maggiormente la propria veemenza. Ripropostole intorno all'anno di età è stato amato profondamente e ancora oggi è uno dei libri preferiti. La storia è semplice, le immagini chiare e molto ben fatte. Lo consiglio caldamente.
Un altro dei primi veri libri è stato "Quanti colori", da leggere anche ai piccolissimi perché molto chiaro e d'impatto: i disegni sono su sfondo bianco e i colori non si mescolano confondendo. La storia è breve ma divertente e se si enfatizza un po' coinvolge molto. Dai 6 mesi all'anno è perfetto davvero.
Da segnalare per gli amanti degli animali è "Libro delle ombre. Animali del mondo", anche questo visto, apprezzato, rivisto e apprezzato a pieno intorno all'anno di età. E' a finestrelle e secondo me questo tipo di testi diventa fruibile quando le capacità manuali sono ben affinate. E' bello il gioco delle ombre dietro le quali si nascondono le foto degli animali a cui esse corrispondono; un immancabile, da usare senza dubbio per almeno un paio d'anni. Libri che crescono con i nostri figli... che meraviglia!
Quando l'interesse per le parole aumenta e ci sono i primi maldestri tentativi di riprodurre i suoni degli oggetti, un immancabile è "L'uccellino fa...", dove ogni disegno è accompagnato proprio dal suono corrispondente. In casa nostra è stato un tormentone per almeno un paio di mesi. Anche questo scoperto in Sala Borsa per caso, ce lo siamo portati dietro in mille viaggi in macchina o cene fuori, sempre capace di catturare l'attenzione della piccola distraendola per un po'. L'abbiamo imparato a memoria e non senza stupore mi sono accorta che anche Elettra era capace di prevedere l'immagine successiva a quella che stavamo vedendo. Ottimo per i primi esperimenti mnemonici. Della famiglia "Nati per leggere", unico neo ad un testo davvero perfetto sono gli spinaci che fanno "bleah", che noi ogni volta cambiamo in "gnam". Un paio di libri musicali, per concludere in bellezza.
Il primo che abbiamo preso è stato "Rime per le mani", che non delude né nel CD né nel testo. Completo. Dimenticatevi le solite canzoncine da Zecchino d'oro, qui la musica si fa sul serio! Ritmi accattivanti, che non annoiano i grandi e divertono i piccini. E' stato il leit-motive di molte giornate, da ballare e da guardare attraverso le belle illustrazioni del libro, nel quale, tra l'altro, ci sono dei suggerimenti di come giocare con le varie canzoni proposte e devo dire che sono idee efficaci, anche se per bimbi un po' più grandicelli di Elettra.
Uno dei regali intelligenti del primo compleanno della piccola è stato "Ada Maty, una storia cantata a più voci", altro testo che concilia perfettamente musica, storia e disegni e in cui si cela un progetto umano non indifferente, che parla d'intercultura e di collaborazione tra popoli. L'amicizia tra Leo e Ada Maty viene raccontata attraverso le musiche della terra africana alla quale la bimba appartiere per sangue materno ed è bello scoprire parole e usanze di un paese tanto lontano grazie ad una storia ricca di intrecci culturali. Il CD è davvero bellissimo, nemmeno questo ha qualcosa a che vedere con le classiche canzoncine alla "nonna pina" e mi viene da dire... Menomale! La banalità con cui viene affrontato il binomio musica-bambini mi disarma a più riprese e, nonostante non trovi niente di male nello Zecchino d'oro, credo fortemente che sia necessario far ascoltare ai nostri piccoli suoni e ritmi molto diversi tra loro, che esulino dal testo scritto, in cui la parola non è poi così fondamentale.A questo proposito, come non citare il bellissimo progetto di "Music Together"? Ho avuto la fortuna di avere come insegnanti due dei ragazzi che hanno importato questo approccio musicale così innovativo a Bologna e ne sono rimasta letteralmente affascinata. Perché non andare ad una delle loro lezioni prova gratuite? Dagli 0 mesi ai 99 anni, un'esperienza che senza dubbio cambierà il vostro modo di ascoltare e proporre la musica.
http://www.musictogether.it/
Buona lettura e buono ascolto, ma ricordate sempre che per far divertire i bambini... prima di tutto dovete divertirvi voi!
giovedì 17 gennaio 2013
Via il pannolino!
Annoso tema per tutti i genitori, che prima o poi dovranno imbattersi nella questione "spannolinamento". Quando arriva il momento? Quanto dovrò aspettare prima che mio figlio sia pronto? Quando potrò finalmente liberarmi di quel borsone perennemente attaccato al passeggino?
La risposta, dal mio punto di vista, è solo una: quando vostro figlio è pronto. Che banalità direte. Vero, ma io ho scoperto che il bambino è pronto quando lo sono anche i genitori e che la libertà dal pannolino passa attraverso di voi.
Tra le tante letture fatte da neo-mamma, sono inciampata nel libro "Senza pannolino", che racconta l'esperienza di una coppia di genitori che decide di crescere il proprio bebè a culetto all'aria. Io che passavo le mie giornate tra nemila pipì e cacche gialle, ero convinta di star leggendo di due folli che spargevano vasini per casa e posizionavano contenitori vari ed eventuali a portata di pipì ogni volta che il figlio era attaccato al seno; eppure ho trovato la mia strada attraverso l'incredulità. Sinceramente non avevo nemmeno mai pensato che si potesse evitare di adoperare quei raccoglipipìepupù, non mi ero posta il problema di uno spannolinamento precoce, il vasino non era previsto sulla mia tabella di marcia o almeno non allora che Elettra aveva 4 mesi! Eppure eppure... Ho iniziato a spulciare in rete. E spulcia di qui e spulcia di là, ho conosciuto il mondo dell' EC (evacuation communication), secondo il quale togliere il pannolino ad un neonato si può, a patto di imparare a capire i suoi segnali e che l'uso degli sfinteri viene affinato con i mesi e con l'esercizio.
Ora, io sono convinta che la giusta misura stia sempre nel mezzo e di certo mi sembrava e mi sembra tutt'ora folle non mettere il pannolino, ma ho scoperto che non mi constava nessuna fatica posizionare Elettra sul riduttore ogni volta che la cambiavo, e che emozione scoprire che ogni volta faceva pipì nel water! E così a 5 mesi e mezzo circa, una volta acquisite le capacità da parte della cucciola di stare seduta da sola, abbiamo iniziato a fare uso quotidiano del riduttore. Da allora niente più pipì sul fasciatoio e sempre meno cacca nei pannolini, perché, con mio grande stupore, ho imparato a capire quando la piccola stava per farla.
Perché abbiamo usato il riduttore e non il vasino? Perché ero rimasta molto colpita dalla paura che aveva sviluppato uno dei bimbi che ho accudito per il water: era completamente terrorizzato da questo "mostro" che faceva sparire pipì e cacca e non volevo che la medesima ansia si instaurasse in Elettra. Ci siamo trovati benissimo, tra la cucciola non ha mai mostrato alcuna rimostranza nei confronti di questo attrezzo, lo trovo facile da usare e veloce da lavare. In una parola, utile.
Con l'arrivo dell'estate abbiamo iniziato a togliere il pannolino di quando in quando, sempre in casa e sporadicamente e via via abbiamo notato alcuni cambiamenti nella cucciola, soprattutto da quando ha imparato a camminare, intorno all'anno di età: ogni volta che le capitava di bagnarsi, indicava il luogo del misfatto o osservava i suoi vestiti inumidirsi, quasi si trattasse di un evento fuori dal comune. Di certo dal suo punto di vista era una novità, dato che solo allora la pipì ha assunto fisicità, non più raccolta dall'ormai conosciuto pannolino. Spannolinare quando arriva la brutta stagione è un lavoro a tempo pieno, ma da un paio di mesi abbiamo intrapreso questa strada con costanza e i primi risultati stanno arrivando. Sentire Elettra che mi chiama perché deve andare al bagno è un'emozione vera e propria e, anche se ogni tot devo ricordarle di fare pipì, vedo che stare senza pannolino le piace e che sta iniziando a capire il meccanismo stimolo-evacuazione. Non mi aspetto di fare miracoli, ma considerando che ha appena 17 mesi mi sento orgogliosa della mia piccina e mi auguro che l'estate sia definitivamente il momento adatto per dire di essere pannolino free!
Certo, ci vuole pazienza, pantaloni e mutandine a non finire e un super rotolone di scottex, ma i risultati del mio lavoro stanno iniziando a farsi vedere e mi sento ripagata dello sforzo sostenuto.
Ci tengo a parlare della mia esperienza solo per sottolineare che le strade della genitorialità sono tante ed infinite e magari chi di voi sta leggendo si chiederà se ho perso il lume della ragione, ma il mio intento è far conoscere una delle possibili realtà. E non crediate, ci sono momenti in cui il pannolino sta bene sul culetto della mia bimba, perché non tutti i giorni ho voglia o tempo da dedicare allo spannolinamento!
Qualunque strada scegliate... prima o poi toccherà anche a voi! ;)
In bocca al lupo e buona pazienza!
La risposta, dal mio punto di vista, è solo una: quando vostro figlio è pronto. Che banalità direte. Vero, ma io ho scoperto che il bambino è pronto quando lo sono anche i genitori e che la libertà dal pannolino passa attraverso di voi.
Tra le tante letture fatte da neo-mamma, sono inciampata nel libro "Senza pannolino", che racconta l'esperienza di una coppia di genitori che decide di crescere il proprio bebè a culetto all'aria. Io che passavo le mie giornate tra nemila pipì e cacche gialle, ero convinta di star leggendo di due folli che spargevano vasini per casa e posizionavano contenitori vari ed eventuali a portata di pipì ogni volta che il figlio era attaccato al seno; eppure ho trovato la mia strada attraverso l'incredulità. Sinceramente non avevo nemmeno mai pensato che si potesse evitare di adoperare quei raccoglipipìepupù, non mi ero posta il problema di uno spannolinamento precoce, il vasino non era previsto sulla mia tabella di marcia o almeno non allora che Elettra aveva 4 mesi! Eppure eppure... Ho iniziato a spulciare in rete. E spulcia di qui e spulcia di là, ho conosciuto il mondo dell' EC (evacuation communication), secondo il quale togliere il pannolino ad un neonato si può, a patto di imparare a capire i suoi segnali e che l'uso degli sfinteri viene affinato con i mesi e con l'esercizio.
Ora, io sono convinta che la giusta misura stia sempre nel mezzo e di certo mi sembrava e mi sembra tutt'ora folle non mettere il pannolino, ma ho scoperto che non mi constava nessuna fatica posizionare Elettra sul riduttore ogni volta che la cambiavo, e che emozione scoprire che ogni volta faceva pipì nel water! E così a 5 mesi e mezzo circa, una volta acquisite le capacità da parte della cucciola di stare seduta da sola, abbiamo iniziato a fare uso quotidiano del riduttore. Da allora niente più pipì sul fasciatoio e sempre meno cacca nei pannolini, perché, con mio grande stupore, ho imparato a capire quando la piccola stava per farla.
Perché abbiamo usato il riduttore e non il vasino? Perché ero rimasta molto colpita dalla paura che aveva sviluppato uno dei bimbi che ho accudito per il water: era completamente terrorizzato da questo "mostro" che faceva sparire pipì e cacca e non volevo che la medesima ansia si instaurasse in Elettra. Ci siamo trovati benissimo, tra la cucciola non ha mai mostrato alcuna rimostranza nei confronti di questo attrezzo, lo trovo facile da usare e veloce da lavare. In una parola, utile.
Con l'arrivo dell'estate abbiamo iniziato a togliere il pannolino di quando in quando, sempre in casa e sporadicamente e via via abbiamo notato alcuni cambiamenti nella cucciola, soprattutto da quando ha imparato a camminare, intorno all'anno di età: ogni volta che le capitava di bagnarsi, indicava il luogo del misfatto o osservava i suoi vestiti inumidirsi, quasi si trattasse di un evento fuori dal comune. Di certo dal suo punto di vista era una novità, dato che solo allora la pipì ha assunto fisicità, non più raccolta dall'ormai conosciuto pannolino. Spannolinare quando arriva la brutta stagione è un lavoro a tempo pieno, ma da un paio di mesi abbiamo intrapreso questa strada con costanza e i primi risultati stanno arrivando. Sentire Elettra che mi chiama perché deve andare al bagno è un'emozione vera e propria e, anche se ogni tot devo ricordarle di fare pipì, vedo che stare senza pannolino le piace e che sta iniziando a capire il meccanismo stimolo-evacuazione. Non mi aspetto di fare miracoli, ma considerando che ha appena 17 mesi mi sento orgogliosa della mia piccina e mi auguro che l'estate sia definitivamente il momento adatto per dire di essere pannolino free!
Certo, ci vuole pazienza, pantaloni e mutandine a non finire e un super rotolone di scottex, ma i risultati del mio lavoro stanno iniziando a farsi vedere e mi sento ripagata dello sforzo sostenuto.
Ci tengo a parlare della mia esperienza solo per sottolineare che le strade della genitorialità sono tante ed infinite e magari chi di voi sta leggendo si chiederà se ho perso il lume della ragione, ma il mio intento è far conoscere una delle possibili realtà. E non crediate, ci sono momenti in cui il pannolino sta bene sul culetto della mia bimba, perché non tutti i giorni ho voglia o tempo da dedicare allo spannolinamento!
Qualunque strada scegliate... prima o poi toccherà anche a voi! ;)
In bocca al lupo e buona pazienza!
lunedì 14 gennaio 2013
Leggimi forte!
Ah i libri per bambini, che passione! Io li adoro, letteralmente! Ho scoperto un mondo che conoscevo solo superficialmente ed è stato amore profondo a prima vista.
Il primo libro di Elettra è stato di quelli morbidosi di stoffa, con alcune parti sonore, altre brilluccicose, altre ancora colorate e le è piaciuto fin da subito. Ci ha giocato un bel po' verso i 3 mesi, poi ho iniziato a portarla in biblioteca e lì ho capito che era pronta per i libri veri: gli occhi con cui guardava le pagine, la curiosità che la spingeva verso gli scaffali, la naturalezza con cui stava seduta sulle mie ginocchia mentre sfogliavo per lei quella novità mi hanno convinta a comprarle il primo vero libro. Come ogni dipendenza che si rispetti, ci vuole un luogo dove rifornire la propria avidità ed io ho eletto la libreria Stoppani in piazza Maggiore a mia primaria fonte di cultura per l'infanzia. I commessi sono dolcissimi con i bimbi, capaci nel loro lavoro sanno guidare noi genitori con sicurezza e senza alcuna titubanza riescono a trovare proprio quel libro, quello che stavi cercando e nemmeo tu sapevi fosse proprio lui. Ebbene lo ammetto, sono Giannino Stoppani's addicted!
Il commesso mi ha proposto vari titoli per i piccolissimi, ma sono rimasta colpita da uno in particolare, "A spasso" della Usborne: http://www.usborne.it/catalogo/catalogo.asp?css=1&cat=3&subject=PP&subcat=PP-ii&id=4785 . Si tratta di un libricino cartonato, in cui le immagini sono in bianco e nero con alcune punte di colore, molto semplice nei disegni ma decisamente d'impatto. Che dire, Elettra ne è rimasta entusiasta!
Così è iniziato il nostro viaggio attraverso i libri per bambini e abbiamo frequentato per un po' la carinissima biblioteca in via Sant'Isaia, nella quale un paio di pomeriggi alla settimana organizzavano letture per bebè. E' stata proprio la dada della biblioteca che ci ha presentato un immancabile per tutti gli amanti della lettura, un libro che insegna a noi adulti una lingua sconosciuta, la lingua Piripù. E' bello dimenticarsi il significato delle parole a volte e lasciare che sia solo il tono a fare la storia, da leggere ai più piccoli affinché seguano la voce di chi racconta, ai più grandi perché... fa ridere! Nemmeno a dirlo, ci siamo fiondate in libreria a comprarcelo Tararì Tararera della geniale Emanuela Bussati! Triste scoprire che il seguito, BadaBùm, non è neppure lontanamente all'altezza di questo capolavoro, ma questa è un'altra storia.
Per le prime letture vanno benissimo anche i piccoli libri sonori di Marion Billet: per i piccolissimi è divertente sentire i suoni provenire dalle pagine, per i più grandi è favoloso scoprire come provocare quei suoni e imparare di volta in volta a ripeterli. Ce ne sono un bel po', con i soggetti più disparati: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_0_12?__mk_it_IT=%C5M%C5Z%D5%D1&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=i+miei+piccoli+libri+sonori&sprefix=i+miei+picco%2Cstripbooks%2C295 . Noi abbiamo "I miei animali" e "La fattoria" e li consiglio entrambi caldamente.
Altri titoli che ci piacciono sono quelli della collana "Dov'è il mio...." ancora della Usborne, di cui noi abbiamo "Dov'è il mio orsetto?". Sono libricini semplici, cartonati e tattili, molto colorati e con disegni ben fatti, che catturano l'attenzione dei più piccoli e sono divertenti da leggere anche per i più grandi.
Direi che questa piccola selezione di libri sono per i piccoli piccoli piccoli, dagli 0 ai 6 mesi per i cartonati, anche se possono essere molto piacevoli anche per i più grandi, dato che la lettura non ha proprio età.
E soprattutto, è bello leggere ai bimbi, anche quando sembrano letture troppo impegnative per la loro età. Se volete che vostro figlio ami i libri, dovete amarli in primo luogo voi e abituarli alla lettura inserendola come piacevole rito quotidiano. E così io ho iniziato a leggere per Elettra quando aveva appena 2 mesi e si addormentava mentre sfogliavo per lei le pagine de "I fratelli cuordileone" di Astrid Lindgren. Da quel momento non ho più smesso e abbiamo passato momenti splendidi in compagnia de "Lo stralisco" di Piumini.
Ci aggiorniamo per le letture dai 6 mesi in poi più avanti e, anche se questa piccola lista non è niente rispetto a tutto quello che si trova in commercio per i bambini, spero di avervi dato dei buoni spunti da cui partire. E se siete proprio a corto di idee c'è sempre da consultare la lista di Nati per Leggere: http://www.natiperleggere.it/
Il primo libro di Elettra è stato di quelli morbidosi di stoffa, con alcune parti sonore, altre brilluccicose, altre ancora colorate e le è piaciuto fin da subito. Ci ha giocato un bel po' verso i 3 mesi, poi ho iniziato a portarla in biblioteca e lì ho capito che era pronta per i libri veri: gli occhi con cui guardava le pagine, la curiosità che la spingeva verso gli scaffali, la naturalezza con cui stava seduta sulle mie ginocchia mentre sfogliavo per lei quella novità mi hanno convinta a comprarle il primo vero libro. Come ogni dipendenza che si rispetti, ci vuole un luogo dove rifornire la propria avidità ed io ho eletto la libreria Stoppani in piazza Maggiore a mia primaria fonte di cultura per l'infanzia. I commessi sono dolcissimi con i bimbi, capaci nel loro lavoro sanno guidare noi genitori con sicurezza e senza alcuna titubanza riescono a trovare proprio quel libro, quello che stavi cercando e nemmeo tu sapevi fosse proprio lui. Ebbene lo ammetto, sono Giannino Stoppani's addicted!
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| La scoperta dei libri |
Così è iniziato il nostro viaggio attraverso i libri per bambini e abbiamo frequentato per un po' la carinissima biblioteca in via Sant'Isaia, nella quale un paio di pomeriggi alla settimana organizzavano letture per bebè. E' stata proprio la dada della biblioteca che ci ha presentato un immancabile per tutti gli amanti della lettura, un libro che insegna a noi adulti una lingua sconosciuta, la lingua Piripù. E' bello dimenticarsi il significato delle parole a volte e lasciare che sia solo il tono a fare la storia, da leggere ai più piccoli affinché seguano la voce di chi racconta, ai più grandi perché... fa ridere! Nemmeno a dirlo, ci siamo fiondate in libreria a comprarcelo Tararì Tararera della geniale Emanuela Bussati! Triste scoprire che il seguito, BadaBùm, non è neppure lontanamente all'altezza di questo capolavoro, ma questa è un'altra storia.Per le prime letture vanno benissimo anche i piccoli libri sonori di Marion Billet: per i piccolissimi è divertente sentire i suoni provenire dalle pagine, per i più grandi è favoloso scoprire come provocare quei suoni e imparare di volta in volta a ripeterli. Ce ne sono un bel po', con i soggetti più disparati: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_0_12?__mk_it_IT=%C5M%C5Z%D5%D1&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=i+miei+piccoli+libri+sonori&sprefix=i+miei+picco%2Cstripbooks%2C295 . Noi abbiamo "I miei animali" e "La fattoria" e li consiglio entrambi caldamente.
Altri titoli che ci piacciono sono quelli della collana "Dov'è il mio...." ancora della Usborne, di cui noi abbiamo "Dov'è il mio orsetto?". Sono libricini semplici, cartonati e tattili, molto colorati e con disegni ben fatti, che catturano l'attenzione dei più piccoli e sono divertenti da leggere anche per i più grandi.Direi che questa piccola selezione di libri sono per i piccoli piccoli piccoli, dagli 0 ai 6 mesi per i cartonati, anche se possono essere molto piacevoli anche per i più grandi, dato che la lettura non ha proprio età.
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| Elettra che "legge" lo Stralisco |
Ci aggiorniamo per le letture dai 6 mesi in poi più avanti e, anche se questa piccola lista non è niente rispetto a tutto quello che si trova in commercio per i bambini, spero di avervi dato dei buoni spunti da cui partire. E se siete proprio a corto di idee c'è sempre da consultare la lista di Nati per Leggere: http://www.natiperleggere.it/
domenica 13 gennaio 2013
Sabato sera... PIZZA!
Sabato sono andata tutta la giornata a Maccarese, vicino Roma,
Ma bando alle ciance, lascio che siano le immagini a parlare per me, godetevi lo spettacolo!
E visto che sono buona, vi lascio anche la ricetta, caso mai qualcuno volesse tentare l'esperimento con i propri cuccioli. Ah, per inciso, la pizza era meravigliosa!
Ingredienti:
1 kg di farina Spadoni per pizza (è solo farina, non il preparato)
2 panetti di lievito da 25 g ciascuno
olio
sale
acqua
Seguite le istruzioni riportate sulla confezione di farina, dopo vari tentativi autonomi, abbiamo deciso che i tempi di lievitazione perfetti erano proprio quelli suggeriti e così abbiamo trovato l'impasto perfetto. Per il condimento, ovviamente potete metterci su quello che volete (noi adoriamo gorgonzola e pancetta... alla faccia della leggerezza!), ma vi consiglio la passata di pomodoro.
La cottura... Noi mettiamo la teglia 15 minuti direttamente sul fondo del forno (il nostro è a gas ventilato, una goduria!), prima di aggiungere gli ingredienti, con solo la passata + 10 minuti circa nel ripiano di mezzo (o comunque finché la mozzarella non è sciolta). La temperatura... 220°-250° più o meno.
E bon appetit!
dopo il lungo viaggio e la giornata stancante, cosa c'è di meglio che tornare a casa dalla propria famiglia? Il mio maritino è stato bravissimo con la cucciola e sapevo che avrebbe preparato un'ottima cenetta per coccolarmi al mio ritorno, ma non osavo sperare nella sua pizza leggendaria! E così, una volta rientrati nel nido caldo ed accogliente, ho trovato l'impasto a lievitare e una bellissima bambina pronta a stendere la pasta!
Elettra indaffarata con acqua e farina l'avevo già vista più di una volta, ma ieri è stata eccezionale con il suo panetto lievitato: le sue manine seguivano i movimenti del padre che accanto a lei lavorava il suo pezzo e emulava le sue mosse una dopo l'altra. Uno spettacolo che ha ripagato largamente le fatiche della giornata appena trascorsa e mi ha reso una mamma orgogliosa: evidentemente le ore spese a guardarci mentre cuciniamo stanno portando frutti sperati e sono felice sia arrivato il momento di condividere anche questa attività tanto amata in famiglia.Ma bando alle ciance, lascio che siano le immagini a parlare per me, godetevi lo spettacolo!
E visto che sono buona, vi lascio anche la ricetta, caso mai qualcuno volesse tentare l'esperimento con i propri cuccioli. Ah, per inciso, la pizza era meravigliosa!
Ingredienti:
1 kg di farina Spadoni per pizza (è solo farina, non il preparato)
2 panetti di lievito da 25 g ciascuno
olio
sale
acqua
Seguite le istruzioni riportate sulla confezione di farina, dopo vari tentativi autonomi, abbiamo deciso che i tempi di lievitazione perfetti erano proprio quelli suggeriti e così abbiamo trovato l'impasto perfetto. Per il condimento, ovviamente potete metterci su quello che volete (noi adoriamo gorgonzola e pancetta... alla faccia della leggerezza!), ma vi consiglio la passata di pomodoro.
La cottura... Noi mettiamo la teglia 15 minuti direttamente sul fondo del forno (il nostro è a gas ventilato, una goduria!), prima di aggiungere gli ingredienti, con solo la passata + 10 minuti circa nel ripiano di mezzo (o comunque finché la mozzarella non è sciolta). La temperatura... 220°-250° più o meno.
E bon appetit!
venerdì 11 gennaio 2013
Quando fuori piove
| Elettra a 3 mesi |
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| Che amore le pozzanghere! |
Fortunatamente a Bologna di spazi fuori casa ma al chiuso ce ne sono molti e quando piove o ci va di stare al caldo ci rifugiamo nella biblioteca o nella ludoteca di turno. I nostri posti preferiti? La Sala Borsa è senza dubbio in cima alla top ten, ma è spesso caotica e sovraffollata, quindi spesso viene surclassata dalla meno conosciuta Biblioteca Tassinari Clò a Villa Spada, dove c'è un carinissimo spazio morbido e dove i libri del progetto Nati per Leggere affollano gli scaffali.
Quando abbiamo poca voglia di uscire dal quartiere, invece, andiamo al Salotto delle Fiabe, la ludoteca a due passi da casa, che con un costo irrisorio di 1,80 € per ingresso offre giochi a volontà.
Nonostante il comune desiderio di stare fuori casa, ci sono molti momenti in cui stiamo proprio bene nel nostro nido e devo dire che piace ad entrambe accoccolarsi sul divano a leggere un bel libro. Quali sono dunque le attività da far fare a una bimba di quasi 17 mesi quando fuori piove? Ovviamente non c'è una sola risposta a questa domanda e soprattutto non ne esiste una giusta: genitori ingegnatevi! Grazie a Elettra ho imparato che per far divertire i bambini basta poco o niente: quante belle cose si possono fare con i tappi di plastica, quanto può essere rilassante un pomeriggio passato a leggere, quanto è bello sporcarsi da capo a piedi con i colori e poi buttarsi sotto la doccia o magari iniziare la piccola alla dura vita della sfoglina e paciugare con la farina!
Su internet poi, si trovano dei bellissimi siti di idee creative e basta un click per illuminare la fantasia!
Questa pagina facebook, per esempio, a me piace moltissimo: https://www.facebook.com/nounou.nature?fref=ts
Oppure questo carinissimo sito da mamma-a-mamma: http://www.quandofuoripiove.com/
Altrimenti ci sono siti che linkano da altri spazi telematici: http://www.bebeblog.it/tag/giochi+fai+da+te
Insomma, nell'era del digitale trovare l'ispirazione è un attimo, ma se siete amanti della carta stampata come me, vi consiglio il bellissimo libro della Honegger Fresco, dove il bambino è al centro dell'universo dell'adulto: http://www.ibs.it/code/9788861530881/honegger-fresco-grazia/facciamoci-dono-come.html
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| Stamattina ci siamo svegliate creative! |
E in ogni caso, lasciatevi guidare dal bambino, dalle sue capacità e dalle attività che predilige. Proporre un gioco è lecito, ma senza insistere mai se non viene accolto con entusiasmo.
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