Il pediatra. Indispensabile, unico, irripetibile. Come un diamante, un pediatra è per sempre, o almeno fino al compimento del quattordicesimo anno di età del bambino. Fondamentale sceglierlo bene, vi pare? Ma come viene assegnato il medico al nuovo nato? La trafila burocratica è tanto semplice quanto idiota: andare alla AUSL di quartiere, farsi dare una lista di dottori divisi per zona e scegliere il nome che vi attira di più. Quello dell'amica dell'amico dello zio della nonna probabilmente avrà esaurito i posti disponibili -che ovviamente sono troppi pochi per i tanti nati a Bologna-, quindi dovrete affidarvi al caso e alla sempre cieca fortuna. Una volta espletata questa simpatica scelta, un po' titubanti ma molto fiduciosi, i neo-genitori si recano dal medico con il bebè tra le braccia per il primo controllo post-nascita. Per me e mio marito, è successo a circa 10 giorni dalla venuta al mondo della nostra piccola e l'ansia da prestazione era alle stelle. Quando siamo arrivati allo studio del dottore, intorno a noi c'erano bambini urlanti, genitori in fila e uno stretto corridoio che si presumeva dovesse accoglierci tutti. Ci è venuto subito da pensare "per fortuna che è estate e possiamo stare fuori ad aspettare il nostro turno!". E pensare che avevamo preso appuntamento... Dopo circa 2 ore di attesa -e due ore dico due!- con una neonata accaldata e i punti del cesareo che mi torturavano, abbiamo fatto conoscenza con un simpatico signore in infradito e bermuda, che ci ha accolti con il sorriso. Elettra era in agitazione piena, la fame la divorava e la visita non è stata certo una passeggiata di piacere. Ma è durata poco e ho potuto prontamente calmare la sua condivisibile angoscia. Uscendo di lì siamo rimasti un po' perplessi, ma il dottore sembrava carino e accogliente, ci siamo detti che potevamo continuare con lui. Con un neonato, il controllo dal pediatra è mensile, quindi abbiamo avuto modo di ricrederci sulla nostra prima scelta abbastanza in fretta: la sala d'aspetto inesistente, un bagno privo di fasciatoio, appuntamenti mai rispettati e attese infinite in un corridoio colmo di bambini malaticci e non ultimo un medico che non supporta neo-genitori, mi hanno portata di nuovo alla AUSL con una lista di nomi in mano e una scelta da prendere. Questa volta -mi sono detta- non potevamo sbagliare. Mi sono lasciata consigliare dall'addetta a questo tipo di pratiche e persuadere dalla vicinanza della dottoressa suggerita alla casa dei miei suoceri e così, preso l'appuntamento, ci siamo recati titubanti e timorosi dalla nuova pediatra. Dopo averla tartassata con una serie infinita di domande sui vaccini e dopo il bilancio di salute, abbiamo capito di aver trovato una persona che non solo è medico, ma è anche mamma, che non solo sa ascoltare, ma anche guidare, che non interferisce con le scelte personali di un genitore, ma che è presente dove la sicurezza dovesse vacillare. Dopo quasi un anno e mezzo di visite, per fortuna sempre più sporadiche e solo una volta per malattia, posso tranquillamente affermare di aver scelto davvero bene questa volta.
Per tirare le fila del discorso, ecco una piccola lista di requisiti che, secondo la mia esperienza, sono indispensabili per un buon pediatra. Alcune potranno sembrarvi superficiali, ma fidatevi, non è così:
- deve avere una sala d'aspetto che sia degna di questo nome, con qualche gioco per i bimbi e delle sedie per i genitori;
- deve essere puntuale. E' ovvio che da parte nostra debba esserci elasticità, perché quando si visitano dei bambini non è detto che gli orari vengano rispettati sempre e comunque, ma un ritardo di un'ora, salvo eccezioni, è davvero troppo, soprattutto d'inverno, quando il contagio bambino-bambino è ad altissimo rischio e quando la pazienza dell'attesa si esaurisce nel giro di pochi minuti a causa della reclusione forzata dentro lo studio;
- deve saper ascoltare. Ci sono troppi dottori che non si mettono mai in discussione, che su certi argomenti danno direttive come fossero l'incarnazione della Sapienza Assoluta. Ricordate che se dovete parlare di allattamento spesso non è il pediatra la migliore figura professionale a cui rivolgersi e che quelli di loro che seguono le linee OMS sull'allattamento al seno si contano sulle dita di una mano e che per lo svezzamento ci sono tante ed infinite vie. Non dovete permettere che nessuno si intrometta nell'educazione dei vostri figli, tantomeno una persona che li vede giusto qualche volta l'anno e per pochi minuti consecutivi.
- non deve imporre le sue idee. Ci sono pediatri che continuamente svalutano le scelte dei genitori, volendo far passare come un dictat le proprie convinzioni. Per quanto mi riguarda, un buon medico deve anche cercare di capire il genitore e tirare un limite oltre il quale non può e non deve intervenire;
- non deve essere ansioso e ansiogeno. Purtroppo nella categoria ci sono anche quelli che, invece di alleviare la fisiologica angoscia dei neo-genitori, la alimenta facendo crollare più e più volte il castello delle certezze dei malcapitati. Io da un medico così fuggirei a gambe levate!
- deve amare i bambini. Attenzione perché c'è chi fa questo mestiere come avesse per le mani pneumatici per trattori, quindi diffidate da chi tratta i vostri figli come pezzi di ricambio di un'automobile!
Insomma, la mia pediatra è tutto questo e molto di più, mi piace, la rispetto e soprattutto mi rispetta. Superata la diffidenza iniziale e reciproca, abbiamo capito che lei è molto più che "non male" e che noi siamo dei genitori degni di considerazione. Ha imparato ad accettare le nostre convinzioni e noi ad affidarci alle sue indicazioni. Sì, abbiamo trovato la pediatra per la vita! ;)
Nessun commento:
Posta un commento