Quante volte avrò letto la famosissima poesia di Gibran sui figli? Non saprei dirlo, ma solo oggi ne comprendo il vero significato. La riporto, perché è proprio da questa che vorrei partire per aprirvi il mio cuore.
E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.
Elettra il prossimo anno non starà a casa con me, andrà al nido (o più probabilmente in una struttura alternativa, ma per semplificare userò questo termine "riconosciuto"). Il motivo è semplicissimo: è pronta, lei vuole stare con i bimbi. Quando stiamo per uscire, quando le chiedo se vuole andare al parco, l'unica parola che diventa mantra del rituale della vestizione è "bimbi". Fino a qualche mese fa non era assolutamente interessata all'essere umano piccolo, ma qualcosa è cambiato e ora ogni volta che incontra qualcuno alla sua altezza di visuale, il suo sguardo si illumina e i suoi gridolini di gioia mi arrivano direttamente al cuore. Memore di tutti i libri che ho letto da quando sono mamma (e anche prima di diventarlo a dir la verità), ho sempre pensato che i figli dovessero stare con la madre più tempo possibile e che la mia bambina sarebbe rimasta con me fino alla materna. Molte cose cambiano in divenire e quando mi sono resa conto della volontà di Elettra di condividere il proprio tempo con altri cuccioli, il tarlo si è insinuato nella mia mente e piano piano la certezza è crollata. Sono profondamente convinta che sia necessario lasciarsi guidare dai propri figli per quanto riguarda le loro volontà, che se ascoltati sanno perfettamente di cosa hanno bisogno e cosa desiderano.
Quindi sono qui, divisa dall'ambivalente sentimento materno del "sei mio-ti lascio andare", perché è vero che i nostri figli non sono figli nostri, ma dopo averla avuta pelle a pelle per quasi due anni, non è affatto facile accettare il fatto che è arrivato il suo momento di spiccare il primo, timido volo fuori dal nido. La mia piccina cresce, sono profondamente orgogliosa della donnina che sta diventando, l'ho sorretta, amata, coccolata e credo di averle dato anche i primi ridumentali strumenti per affrontare il mondo che ci circonda e del quale è libera cittadina. Non è indolore cercare di perseguire il suo bene al di là del lato puramente egoistico del mio senso materno e dell'amore che nutro nei suoi confronti: se da una parte la mente razionale è certa che non vi sia altra strada da percorrere, il cuore si divide di pena. So che la qualità del nostro tempo migliorerà notevolmente, che quando andrò a prenderla potrò dedicarle tutta me stessa perché libera da impegni lavorativi e casalinghi e sono sicura che entrambe gioveremo di questo distacco: fortuna che il cuore di mamma è tanto forte da poter affrontare questo momento, perché non è davvero per niente innocuo.
Mia piccola stellina, vola con le tue acerbe ma forti ali, tutto il mondo è lì che ti aspetta e non temere, appena ti volterai a cercarmi io sarò lì, pronta a leccare le tue ferite o a sorridere per i tuoi successi. Non aver paura di vivere, perché la vita è il regalo più bello che potessi farti e che sono orgogliosa di averti donato: non sprecarla nella titubanza, non affrontarla se non con coraggio. Gioca, ridi, divertiti e respira a pieni polmoni la libertà che raggiungerai, l'indipendenza che tanto brami. Sono felice di poter condividere con l'universo intero il tuo bel sorriso, che è tuo di diritto, ma che mi sento di aver contribuito un po' a renderlo così luminoso.
Ti amo con tutta me stessa mia splendida bambina, sei pronta per lasciare le mie braccia, lo sarò anche io per permetterti di crescere.

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